Cerca e trova immobili
Estero
Israele-Vaticano: revocato sequestro ma resta nodo fisco
Redazione
17 anni fa

Andrà avanti il negoziato bilaterale tra Israele e Santa Sede per la definizione dei rapporti economici e fiscali che si trascina da sedici anni, nonostante il rinvio al mese prossimo di una riunione che avrebbe dovuto tenersi in questi giorni e nonostante un sequestro di fondi, poi revocato, da parte del governo israeliano ai danni di alcune scuole cattoliche. È questa la conclusione di una convulsa giornata segnata da un ordine di sequestro di fondi inviato da un solerte funzionario del ministero delle Finanze israeliano ad alcune istituzioni educative della Chiesa cattolica, emesso il 20 maggio scorso ma giunto ieri sera nelle mani del delegato della Custodia di Terrasanta, padre David Jaeger. Un provvedimento senza precedenti - ha spiegato il frate - che, pretendendo unilateralmente il pagamento delle imposte a negoziato aperto, sembrava potesse mettere a repentaglio i rapporti tra Israele e Vaticano a poche settimane dalla visita del Papa in Terrasanta. Lo stesso Jaeger, confermando le prime indiscrezioni, aveva detto di auspicare che si trattasse dell'iniziativa isolata "di un funzionario poco informato". E infatti, col passar delle ore, i timori sono rientrati: il governo ha chiarito che si era trattato "di un errore tecnico" e di "un malinteso" e ha prontamente annunciato la revoca del provvedimento. Poco dopo, l'ambasciata israeliana presso la Santa Sede ha ribadito che il sequestro di fondi "non sarà effettuato e che la situazione rimane immutata". Grande cautela dalla diplomazia vaticana: il nunzio in Israele, mons.Antonio Franco si è spinto a definire il provvedimento "di routine", una sorta di "promemoria" che il governo invia periodicamente senza poi realmente pretendere alcun pagamento. Dello stesso tenore il commento del Custode di Terrasanta, padre Pierbattista Pizzaballa, secondo il quale "forse si è trattato dell'iniziativa di qualche funzionario, diciamo così, solerte, che è stata tempestivamente bloccata". Quindi, nessun incidente, nulla è cambiato e il negoziato va avanti, anche se c'é chi ammette, da una parte e dall'altra, che il cammino sia ancora tutto in salita, nonostante i "significativi progressi" dichiarati al termine di ogni riunione della commissione bilaterale, e nonostante gli sforzi del Vaticano per rinsaldare i rapporti con Israele, culminati nella recente visita di Benedetto XVI. I rapporti economici, ma non solo, tra Vaticano e Israele fanno riferimento ad un Accordo fondamentale siglato nel 1993, che demandava però ad accordi attuativi successivi la definizione dei singoli aspetti. Un negoziato che si trascina a singhiozzo da sedici anni ma che in tempi recenti si è intensificato, facendo più volte sperare in una rapida soluzione. Tra i temi al centro delle trattative, affidate ad una commissione bilaterale che alterna sessioni plenarie con i capi delegazione a incontri operativi tra funzionari, la conferma di una serie di esenzioni fiscali accordate alla Santa Sede in Terrasanta prima della nascita dello Stato di Israele. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata