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Israele, un paese in sciopero
© Shutterstock
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Keystone-ats
3 anni fa
La protesta è stata innescata ieri dal licenziamento del ministro della difesa. Bloccati i voli, il porto commerciale. Lo sciopero è stato proclamato anche negli ospedali e le lezioni alle università sono state bloccate ad oltranza.

Si allarga la protesta popolare contro la riforma giudiziaria voluta dal governo Netanyahu innescata ieri dal licenziamento del ministro della difesa Yoav Gallant. All'aeroporto Ben Gurion sono bloccati tutti i decolli, su iniziativa del sindacato dei suoi dipendenti. Alla protesta si è unita la compagnia El Al. Bloccato da uno sciopero a sorpresa anche il porto commerciale di Ashdod, nel sud di Israele. In mattinata uno sciopero improvviso è stato proclamato anche negli ospedali. Le università hanno annunciato il blocco ad oltranza delle lezioni in quanto, hanno affermato "non ci può essere vita accademica dove non c'è più democrazia". Chiusi anche numerosi centri commerciali, ed agitazioni fra i dipendenti del ministero della giustizia.

Secondo i media è possibile inoltre una chiusura delle filiali delle banche, anche se essa richiede una autorizzazione particolare. I trasporti pubblici sono stati autorizzati a continuare a fornire i loro servizi. Ciò anche, è stato spiegato, per consentire ai dimostranti di raggiungere Gerusalemme per partecipare ad una grande manifestazione di fronte al parlamento.