
Al primo appuntamento politico importante in vista delle politiche del 22 gennaio 2013 e all'indomani del cessate il fuoco a Gaza, il Likud di Benyamin Netanyahu ha fatto flop. Le attese elezioni primarie - indette fra 123 mila iscritti al partito per stabilire la graduatoria dei candidati alla Knesset, da Netanyahu in giù - sono state ostacolate da una serie di intoppi che hanno destato forte irritazione fra i dirigenti del partito. Computer imbizzarriti hanno respinto i votanti in attesa alle urne con la scritta "hai già votato"; in altri casi, gli iscritti sono stati spediti in sedi lontane, inopinate; in altri casi ancora il voto non è stato registrato. In serata solo il 30 per cento aveva votato e gli organizzatori hanno deciso di concedere altre due ore per la consultazione. È possibile che le primarie proseguano nella giornata di domani. "Una farsa", ha amaramente sintetizzato il ministro dell'Istruzione Gideon Saar. Ma la società di computer Aman che ha gestito il voto ha replicato che una quantità tale di guasti "non può essere casuale". "Potrebbe anche essere che qualcuno abbia manomesso i programmi", ha aggiunto. Col voto delle primarie, il Likud setaccia ai raggi X i propri dirigenti. I più popolari occuperanno i primi posti della lista elettorale - che in questa occasione sarà congiunta con quella di Israel Beitenu, il partito di destra radicale di Avigdor Lieberman - e avranno dunque migliori probabilità di essere scelti come ministri se (come pare) il Likud conseguirà una nuova vittoria. Al momento attuale il 'Likud-Beitenu' occupa il primo posto, con 37-40 seggi sui 120 della Knesset. Al secondo posto si trova il partito laburista di Shelly Yehimovic, a cui i sondaggi prevedono una ventina di seggi. ATS
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