
Israele potrebbe aver violato il diritto internazionale usando le armi americane a Gaza, ma non essendoci prove conclusive al riguardo gli aiuti militari statunitensi possono continuare. La conclusione del Dipartimento di Stato dopo mesi di ricerche è stata sommersa da polemiche bipartisan che isolano sempre di più Joe Biden nella sua gestione della guerra in Medio Oriente.
"Dubbi sul fatto che siano state usate in modo efficace le pratiche per ridurre i danni civili"
Il rapporto di 46 pagine consegnato al Congresso critica aspramente Israele non solo sull'uso delle armi ma anche sugli aiuti umanitari, senza comunque spingersi fino a un'accusa formale. "E' ragionevole ritenere" che Israele abbia violato la legge ma "la natura del conflitto a Gaza rende difficile raggiungere conclusioni definitive sui singoli incidenti", si legge nel documento in cui si sottolinea che Israele ha "la conoscenza, l'esperienza e gli strumenti per attuare le pratiche migliori per ridurre i danni civili nelle sue operazioni militari". Tuttavia, i "risultati sul terreno, incluso l'elevato numero di vittime civili, sollevano sostanziali dubbi sul fatto che l'Idf li abbia usati in modo efficace in tutti i casi".
Per il rapporto, Israele non sta vietando o limitando la consegna dell'assistenza umanitaria americana
Israele "non ha cooperato pienamente" con il governo americano nei mesi iniziali della guerra per massimizzare gli aiuti umanitari a Gaza, anche se recentemente si è assistito a un "sostanziale aumento" degli sforzi, prosegue il rapporto. Anche se gli aiuti che raggiungono i civili palestinesi restano "insufficienti", "non riteniamo che il governo israeliano stia vietando o limitando la consegna dell'assistenza umanitaria americana": la sua "azione o inazione" comunque "ha contribuito significativamente" all'insufficiente flusso di cibo e altri aiuti ai civili palestinesi, ha messo in evidenza il rapporto, stilato in risposta al 'National security memorandum' che richiede a tutti i Paesi che ricevono aiuti militari americani di assicurare il rispetto delle leggi.
Sia i progressisti democratici che i repubblicani criticano il rapporto
Il documento ha scatenato una bufera sull'amministrazione, già sotto pressione dopo la minaccia di Biden di fermare le armi a Israele in caso di invasione a Rafah. I progressisti democratici sono stati i più duri contro il presidente e il rapporto, che accusano di non fornire risposte chiare e di essere addirittura contradditorio. I repubblicani lo hanno invece bollato come l'ultimo esempio di come il presidente sta cercando di mettere in pericolo un alleato chiave nel mezzo di una guerra. Critiche che rendono Biden sempre più isolato su un tema che potrebbe decidere il risultato del voto.

