
Diventa ferreo il divieto di utilizzo dell'ascensore di sabato per gli ebrei ultra-ortodossi. Almeno per i seguaci del venerando rabbino Yossef Shalom Elyashiv, a cui si deve un verdetto che irrigidisce la regola seguita fin qui e che proibisce anche quegli speciali ascensori automatici "del sabato" che consentivano di evitare le scale, senza infrangere la prescrizione di non schiacciare pulsanti elettrici nel giorno del riposo rituale. La notizia è riportata dal sito religioso Haredim ('timoratì), che la annuncia con toni piuttosto allarmati, fino a definirla un "dramma". L'ascensore dello 'shabat' è progettato in modo da salire e scendere a ciclo continuo, fermandosi automaticamente a tutti i piani. Ma il rabbino Elyashiv, 95 anni, uno dei più autorevoli nella comunità ultra-ortodossa, dopo averci lungamente riflettuto, ha concluso che anche questo meccanismo non va bene. Potrebbe infatti indurre qualcuno all'equivoco e a pensare che ebrei osservanti stiano adoperando ascensori comuni, in violazione delle norme del riposo sabbatico. In altre parole, il motivo per cui Elyashiv ha proibito l'ascensore del sabato è legato alle apparenze. Secondo il verdetto - pubblicato sull'edizione di oggi del quotidiano haredi Yeted Neeman - l'ascensore del sabato deve essere vietato persino nelle strutture pubbliche, ospedali inclusi. E gli ebrei davvero pii non possono che rassegnarsi a fare le scale di shabat, qualunque sia il piano che debbono raggiungere: anche se anziani, malati o attorniati da una nidiata di bambini. ATS
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