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Estero
Israele: Netanyahu ingloba pure altro partito confessionale
Redazione
17 anni fa

Il nuovo premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha formalizzato oggi l'accordo con un altro partito confessionale, l'Unione della Torah (ortodosso askhenazita), destinato a consolidare la sua coalizione di forze di destra allargata a un'appendice laburista. L'intesa attribuisce all'Unione due posti di viceministro (all'istruzione e alla sanità), nonché la presidenza della commissione finanze della Knesset (parlamento). Il partito ashkenazita aveva già contribuito al voto di fiducia del nuovo gabinetto, ieri sera, compensando con i suoi cinque deputati la defezione di quattro degli oppositori interni al Partito Laburista (contrari al compromesso con le destre firmato da Ehud Barak) i quali, pur senza rompere platealmente la disciplina di gruppo, erano usciti dall'aula. Con la conferma dell'adesione dell'Unione della Torah, il nuovo premier può contare ora sua una maggioranza formata dal suo partito, il Likud (destra nazionalista), più altri cinque: Israel Beitenu (Ib, la formazione ultranazionalista del neoministro degli Esteri Avigdor Lieberman), Laburisti (centro-sinistra), Shas (confessionale sefardita), Focolare ebraico (destra nazional-religiosa dei coloni) e appunto Unione della Torah (confessionale ashkenazita). Una maxi-compagine che - al netto delle assenze - potrà contare sulla carta su 74 deputati sui 120 della Knesset, salvo i sempre possibili distinguo dei laburisti dissidenti. ATS

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