
Un alone di mistero circonda una nuova sinagoga appena inaugurata nel posto in assoluto più segreto di Israele: la centrale atomica di Dimona (Neghev). Finora i dipendenti della centrale che desideravano concedersi qualche momento di riflessione e di preghiera dovevano riunirsi in un ambiente poco intimo: un severo rifugio sotterraneo, non proprio confacente ai riti anche se - come impone la regola - si svolgevano di fronte ai tradizionali rotoli della Bibbia. Per decenni la situazione è rimasta immutata fino a quando un magnate statunitense, Ira Renenart, ha deciso di regalare una sinagoga nuova e fiammante al Centro di ricerca atomica di Dimona. In occasione della Festa ebraica dei Tabernacoli (Sukkot), che si celebra in questi giorni, le porte di questo luogo di preghiera si sono finalmente aperte: ma solo per il personale permanente della centrale. L'atmosfera di segretezza è tale che costoro non sono stati neppure autorizzati a divulgare una fotografia del suo interno che - secondo chi ci è stato - è lussuoso e vanta un raffinato design, sia negli arredi sia nell'armadio che custodisce i rotoli della Bibbia. Malgrado la censura, la stampa precisa che all'esterno l'edificio della sinagoga presenta dei "grandi quadrati" i quali - non viene precisato come - ricordano in qualche modo le mosaiche Tavole della Legge. Per meglio apprezzare l'architettura dell'opera non resta adesso che attendere immagini aggiornate dai satelliti spia che presumibilmente seguono le attività di Dimona. ATS
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