
Il partito laburista israeliano vive ore drammatiche dopo che nella nottata il suo leader Ehud Barak ha concordato un'intesa di massima con il premier incaricato Benyamin Netanyahu (Likud) per un governo congiunto. L'intesa prevede, in termini generici, il riconoscimento degli accordi internazionali sottoscritti in passato da Israele e la aspirazione ad accordi di pace con i vicini dello Stato ebraico, dunque anche con i palestinesi. Prevede inoltre una serie di provvedimenti economici concordati con la centrale sindacale Histadrut che dovrebbero, nelle speranze dei firmatari, mettere al riparo la classe lavoratrice israeliana dalle ripercussioni della crisi economica mondiale. Ma molti dirigenti laburisti - fra cui il segretario organizzativo Eitan Cabel - affermano che l'ingresso del partito in forma gregaria in un governo con altri sei partiti confessionali e nazionalisti rappresenta "la sua sepoltura definitiva". Oggi, nel Centro dei Congressi di Tel Aviv, Barak illustrerà il significato dell'intesa da lui raggiunta con Netanyahu, che garantisce al suo partito cinque incarichi ministeriali fra cui la difesa e dicasteri di carattere economico. I suoi rivali sono comunque decisi ad ingaggiare battaglia e a votare per il passaggio alla opposizione. L'esito del voto dovrebbe essere reso noto in serata. ATS
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