
Gli ultrà ebrei che attaccano luoghi santi cristiani o i palestinesi operano in "circoli chiusi, non utilizzano telefoni o social media" e quindi le indagini sono molto più complesse e difficoltose. Lo ha detto l'ex capo dello Shin Bet (sicurezza interna israeliana) Carmi Gillon in un incontro con i giornalisti. Tracciando un parallelo con i gruppi di estrema destra e sinistra che negli anni Ottanta perpetrarono attentati contro palestinesi - tra questi Gillon ha citato gli attentati sventati dallo Shin Bet che intendevano colpire una stazione degli autobus di Gerusalemme e la Spianata delle Moschee -, l'ex capo della sicurezza israeliana ha posto l'accento sulla difficoltà di limitarne le azioni. "A differenza di gruppi laici e non religiosi con questi gruppi terroristici non è possibile trovare un accordo politico" ha spiegato, spingendosi fino a sostenere che l'agenda che guida questi estremisti "non è differente da quella che guida i sostenitori dell'Isis".
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