
Un'esplosione - di natura, pare, accidentale - ha messo oggi fuori uso una condotta idrica nella città portuale israeliana di Ashdod (sud di Tel Aviv) lasciando senz'acqua per ore decine di caseggiati, mentre i tentativi di riparare il guasto venivano impediti da una comunità locale di ebrei ortodossi decisi a impedire che il lavoro delle squadre di pronto intervento profanasse il riposo del sabato (shabat). L'episodio, riferito dai media online, ha causato proteste e qualche momento di tensione. Per non sfidare l'ira dei religiosi haredim (timorati), il Comune di Ashdod ha infatti rinviato alla fine la riparazione del guasto di varie ore, fino al tramonto di oggi, limitandosi a distribuire qua e là acqua per le esigenze più urgenti con alcuni camion-cisterna. Una soluzione che non è bastata in realtà a far fronte alle richieste dell'intera giornata, scatenando polemiche e la reazione di numerosi cittadini non zeloti: alcuni dei quali sono ricorsi alle vie di fatto, manomettendo nel primo pomeriggio diversi idranti anti-incendio pur di procurarsi l'acqua. ATS
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