
Ha innescato una aspra battaglia politica la decisione del tribunale di Tel Aviv di autorizzare che la circoncisione del figlio di Igal Amir, l'assassino del premier laburista Yitzhak Rabin, avvenga nel penitenziario dove questi sconta in isolamento l'ergastolo. La cerimonia è stata fissata per domenica 4 novembre, nel giorno in cui si celebra il 12.mo anniversario dell' attentato. Oggi alla Corte Suprema di Gerusalemme sono stati presentati due ricorsi contro la decisione adottata ieri dal giudice Zvi Gurfinkel. Riferendosi ad Amir, questi ha rilevato che "si tratta di un ebreo, che chiede di stringere il 'patto' tradizionale fra il figlio ed Abramo": all'interno del carcere, ha stabilito, quella cerimonia non desta problemi di ordine pubblico. L'atteggiamento di Gurfinkel è duramente criticato oggi da diversi opinionisti secondo cui Amir non deve beneficiare di privilegi, tanto più nell'anniversario dell' attentato. "Se questo è oggi Israele, non ho più voglia di vivere" ha commentato Shimon Sheves, un ex collaboratore di Rabin. Domani sera i pacifisti israeliani torneranno nella Piazza Rabin di Tel Aviv per una manifestazione di massa. ATS
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