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Israele bombarda il Libano, l'Iran: «Violato l'accordo, tregua e colloqui irragionevoli»
©Emilio Morenatti
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5 giorni fa
Su Beirut «il più grande attacco del 2026»: panico nelle strade, decine di morti – Israele e Stati Uniti affermano che il Libano non fa parte dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
4 giorni fa
Macron sente Aoun: «I raid israeliani in Libano minacciano la tregua»

«Ho appena parlato con il Presidente libanese Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam. Ho espresso loro la piena solidarietà della Francia di fronte agli attacchi indiscriminati israeliani di oggi in Libano, che hanno causato numerose vittime civili. Li condanniamo con la massima fermezza»: lo afferma in un messaggio pubblicato in serata su X il presidente francese, Emmanuel Macron.

«Questi attacchi - avverte Macron - minacciano direttamente la sostenibilità del cessate il fuoco recentemente concluso. Il Libano deve assolutamente rimanerne parte. Ho ribadito la necessità di preservare l'integrità territoriale del Libano e la determinazione della Francia a sostenere gli sforzi delle autorità libanesi per difendere la sovranità del Paese e attuare il piano di disarmo di Hezbollah».

4 giorni fa
Vance: «Israele ha proposto di astenersi dagli attacchi in Libano durante le trattative»

Israele ha proposto di astenersi dagli attacchi contro il Libano finché saranno in corso i negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran. Lo ha detto JD Vance, secondo quanto riporta Axios.

5 giorni fa
I dem incalzano Trump: «Mettiamo fine una volta per tutte al conflitto»

Il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer forzerà un voto su una risoluzione sui poteri di guerra la settimana prossima per limitare la campagna dell'amministrazione Trump in Iran. Nonostante il cessate il fuoco, il costo della guerra sta mettendo gli americani in una «situazione peggiore di quando Trump» ha lanciato l'operazione, ha detto Schumer.

«Se la guerra dovesse riaccendersi, ci ritroveremmo in una posizione ancora peggiore. Dobbiamo approvare una risoluzione sui poteri di guerra per mettere fine a questo conflitto una volta per tutte», ha messo in evidenza.

5 giorni fa
Macron sente Trump e Pezeshkian: «La tregua deve includere il Libano»

Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere ''credibile e duraturo'': è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian.

«Oggi - afferma Macron in un messaggio pubblicato in serata su X - ho parlato con il presidente iraniano Massud Pezeshkian e con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ho detto a entrambi che la loro decisione di accettare un cessate il fuoco rappresenta il miglior risultato possibile. Ho espresso la speranza che il cessate il fuoco venga pienamente rispettato da tutte le parti belligeranti in tutti i teatri di conflitto, Libano compreso. Questa è una condizione necessaria affinché il cessate il fuoco sia credibile e duraturo», avverte il leader francese, sottolineando che la tregua «deve aprire la strada a negoziati globali per garantire la sicurezza di tutti in Medio Oriente».

Qualsiasi accordo, prosegue Macron - che domani e dopodomani sarà a Roma per la sua prima visita ufficiale da Papa Leone XIV dedicata alla pace e alle azioni per conseguirla -, «deve affrontare le preoccupazioni sollevate dai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran, nonché dalle sue politiche regionali e dalle sue azioni volte a ostacolare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Solo in questo modo - avverte il capo dello Stato - si può costruire una pace solida e duratura, con la partecipazione di tutti coloro che possono contribuire. La Francia farà la sua parte, in stretta collaborazione con i suoi partner in Medio Oriente. Questo è anche ciò di cui ho discusso oggi nei miei colloqui con i leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Libano e Iraq», conclude il presidente.

5 giorni fa
Trump vuole ritirare le truppe dai Paesi Nato «poco collaborativi sull'Iran»

La proposta è emersa nel giorno della visita alla Casa Bianca del segretario generale della Nato Mark Rutte, risultando quindi ben lontana dalle recenti minacce del tycoon di ritirare completamente gli Stati Uniti dall'alleanza, un'ipotesi riemersa anche nel corso della giornata. Tuttavia, per legge il ritiro dalla Nato non potrebbe compiersi senza l'approvazione del Congresso dove difficilmente Trump troverebbe una maggioranza disposta a sostenerlo.

5 giorni fa
Ankara condanna i raid in Libano

La Turchia «condanna fermamente» gli attacchi israeliani in Libano e invita la comunità internazionale ad agire per «porre fine all'occupazione israeliana»: lo afferma il ministero degli Affari Esteri in un comunicato.

«Condanniamo fermamente gli attacchi israeliani che si sono intensificati contro il Libano, causando numerose vittime. Questi attacchi aggravano la situazione umanitaria nel Paese», dice la nota.

5 giorni fa
Il Libano decreta per domani una giornata di lutto nazionale

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per domani, giovedì 9 aprile, «una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili». Lo comunica l'ufficio del premier citato dal quotidiano libanese L'Orient Le Jour.

Salam «continua a mantenere i contatti con i fratelli arabi e i leader internazionali al fine di porre fine alla macchina da guerra israeliana», conclude la nota.

5 giorni fa
Vance: «Sta all'Iran decidere se far saltare la tregua per il Libano»

Sta all'Iran decidere «se far saltare» la tregua a causa del Libano. Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran di «fare il passo successivo» verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno «molte opzioni» per tornare in guerra.

«Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il «presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra», ha aggiunto Vance.

Vance ha definito il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran un «buon primo passo» e ha dichiarato ai giornalisti che «vedremo se riusciremo a fare ulteriori progressi nei prossimi giorni». Parlando al termine del suo viaggio in Ungheria, Vance ha affermato che «i cessate il fuoco sono sempre complicati», ma che gli Stati Uniti restano sulla strada giusta nei prossimi negoziati.

Il vicepresidente ha anche precisato che né gli Stati Uniti né Israele hanno mai affermato che il Libano sarebbe stato incluso nel cessate il fuoco. L'Iran ha dichiarato che il cessate il fuoco con gli Stati Uniti deve prevedere una pausa nel conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano.

Vance guiderà la squadra di negoziatori americani nei colloqui con l'Iran, che inizieranno nel fine settimana in Pakistan, come annunciato nel pomeriggio dalla Casa Bianca.

5 giorni fa
«Il Libano è una condizione essenziale per la tregua»

Il cessate il fuoco in Libano è una delle »condizioni essenziali« poste dall'Iran nel suo piano in dieci punti, che costituisce la base della tregua con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in una telefonata con Emmanuel Macron, citato da Isna. Il leader iraniano ha »sottolineato la necessità di un cessate il fuoco in Libano e ha ribadito che questa richiesta era una delle condizioni essenziali del piano in dieci punti dell'Iran«, che il presidente statunitense Donald Trump ha descritto come »una base praticabile per i negoziati« con Teheran, oltre la tregua di due settimane concordata.

5 giorni fa
Vance attacca i media, «infondati i 10 punti sulle proposte pace Usa-Iran''

«Ho visto diverse testate - Nyt, Cnn e altre - riprendere e diffondere l'originale proposta in 10 punti, basandosi su poco più che un tizio a caso in Iran che l'aveva inviata a una tv pubblica locale; e poi le ho viste sostenere che quella proposta rappresentasse, in qualche modo, la posizione negoziale del governo». Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance, sulle proposte di pace in 10 punti tra Usa e Iran, «rivelatesi infondate».

Vance ha detto che «gli iraniani pensavano che il cessate il fuoco includesse il Libano, ma non era affatto così», secondo Fox News. Vance guiderà la delegazione Usa nei colloqui di pace a Islamabad.

5 giorni fa
L'Iran: «Violato l'accordo, tregua e colloqui irragionevoli»

Tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa e definiti da Donald Trump come «una buona base di negoziazione» sono stati «apertamente e chiaramente violati»: lo sottolinea in una nota il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, avvertendo che «in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli».

Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l'altro, sulla «violazione» del punto che «includeva anche il Libano» nella tregua.

Oltre al punto sul Libano, tra le «tre clausole» della proposta iraniana considerate non rispettate, il presidente del Parlamento iraniano ha indicato anche altri due aspetti: il «divieto di qualsiasi ulteriore violazione dello spazio aereo iraniano», denunciando «l'intromissione di un drone», e «la negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio», diritto che invece «era incluso al punto sei dell'accordo».

5 giorni fa
Israele: «Da domani riaprono i luoghi santi di Gerusalemme»

La polizia israeliana ha annunciato che i luoghi santi di Gerusalemme, chiusi a causa delle misure di sicurezza adottate durante la guerra con l'Iran, riapriranno domani.

«In seguito alle linee guida aggiornate del Comando del Fronte Interno, a partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera», ha annunciato la polizia.

5 giorni fa
Libano, «almeno 254 morti e oltre mille feriti negli attacchi di oggi»

Il totale delle vittime degli ultimi attacchi israeliani sul Libano è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo rende noto la direzione generale della Protezione Civile del Libano in una dichiarazione diffusa sui sociale, in base ai dati disponibili presso i suoi centri sul territorio libanese.

In particolare, solo a Beirut risultano 92 morti e 742 feriti e nei sobborghi meridionali della capitale 61 morti e 200 feriti.

5 giorni fa
Istanbul, 200 arresti dopo l'attacco al consolato israeliano

Le forze di sicurezza turche hanno arrestato quasi 200 persone in un'operazione su scala nazionale all'indomani della sparatoria avvenuta fuori dal consolato israeliano a Istanbul. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Akin Gurlek.

Gurlek ha spiegato su X che gli agenti hanno arrestato 198 sospetti in un'operazione simultanea in 34 province contro «l'organizzazione terroristica Daesh», altro nome per il gruppo dello Stato Islamico.

Ieri, un uomo armato è stato ucciso e altri due feriti nella sparatoria con la polizia fuori dal consolato, mentre due agenti sono rimasti leggermente feriti.

5 giorni fa
In centinaia manifestano a Zurigo contro la guerra in Iran

Diverse centinaia di persone hanno manifestato questa sera sulla Helvetiaplatz a Zurigo contro la guerra in Iran. Sugli striscioni hanno chiesto «la fine della guerra imperialista di aggressione» e l'autodeterminazione per il popolo iraniano.

La manifestazione era autorizzata dalla polizia e si è svolta in modo pacifico, come ha constatato un fotografo di Keystone-ATS sul posto. Già in precedenza gli organizzatori avevano annunciato che non avrebbero tollerato bandiere di regimi dittatoriali.

Tra queste rientrano anche la bandiera monarchica iraniana con il leone al centro. Reza Pahlavi, figlio e omonimo dell'ultimo scià di Persia, non rappresenta un'alternativa al regime iraniano, hanno sottolineato gli organizzatori della manifestazione, ossia il Movimento per il Socialismo e il Partito del Lavoro.

5 giorni fa
«Il Libano non fa parte dell'accordo sulla tregua»

Israele e Stati Uniti affermano che il Libano non fa parte dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran. Lo riferisce la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, citata dalla piattaforma Axios.

5 giorni fa
Iran: «Bloccato il transito a Hormuz dopo i raid israeliani in Libano»

Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X.

La Fars riferisce pure che due petroliere sono state autorizzate a transitare nello Stretto questa mattina, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. «Contemporaneamente agli attacchi israeliani contro il Libano, il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato bloccato», riporta l'agenzia.

Se il cessate il fuoco in vigore viene violato, «il regime sionista ne sarà responsabile e puniremo l'aggressore. La calma derivata dalla riapertura guidata dello Stretto di Hormuz finirà rapidamente», ha messo in guardia un funzionario di alto rango della sicurezza iraniana a Press Tv a condizione di anonimato.

Il mondo sta assistendo alla violazione «da parte del regime sionista» di un cessate il fuoco «fragile e temporaneo», ha proseguito il funzionario, sottolineando che l'Iran «potrebbe passare in qualsiasi momento a una difesa su larga scala».

Sempre secondo la fonte, violando la tregua Tel Aviv «sta aumentando il costo dell'accordo per gli Stati Uniti. Ora è il momento che il Paese mediatore intervenga e metta questo regime aggressivo al suo posto».

5 giorni fa
Libano, colpito dall'esercito israeliano un mezzo italiano dell'Unifil

Un 'Lince' - un veicolo tattico leggero multiruolo - in dotazione all'esercito italiano è stato raggiunto da colpi di avvertimento delle forze armate israeliane in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, citate dall'Ansa, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi - a guida italiana - dell'Unifil (la missione dell'Onu attiva nel Paese) e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato gli pneumatici e il paraurti.

«I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna non c'è nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare», ha detto il ministro degli esteri di Roma Antonio Tajani. «Ho appena dato indicazioni di convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano», ha poi scritto su X.

Toni duri, sullo stesso social, anche da parte del ministro della difesa Guido Crosetto. «Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu», ha affermato, precisando che «episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi».

5 giorni fa
Iran: «Abbattuto un drone israeliano nel sud del Paese»

Le forze iraniane hanno abbattuto un drone Hermes di fabbricazione israeliana mentre sorvolava la città di Lar, nel sud del Paese. A riferirlo è la televisione di Stato di Teheran, che cita una dichiarazione dei pasdaran.

«Pochi minuti fa, un drone Hermes 900 è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie», si legge nella dichiarazione riportata dall'emittente Irib. «L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva».

5 giorni fa
Hegseth: «Controlliamo il loro destino, ora la pace è possibile»

«Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati». E ora, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane, «c'è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale».

Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine, dopo l'accordo per un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran.

Parlando dell'abbattimento, da parte dell'Iran, di un caccia americano con a bordo due piloti, Hegseth ha affermato che l'Iran «è stato fortunato una volta in 40 giorni», la durata del conflitto.

Hegseth ha poi dichiarato che le forze americane rimarranno nella regione durante il cessate il fuoco. «Rimarremo nei paraggi, non andremo da nessuna parte», ha detto il Segretario alla Difesa durante il briefing sull'operazione «Epic Fury».

Ha inoltre spiegato che le forze armate Usa nella regione «garantiranno che l'Iran rispetti questo cessate il fuoco», incluso il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

L'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso è attualmente «sepolto» e gli Stati Uniti lo stanno «monitorando», ha aggiunto il Segretario alla Difesa americano.

«Sappiamo esattamente cosa possiedono, e lo sanno anche loro, e o ce lo consegneranno, come ha già detto il presidente - ce lo consegneranno volontariamente, lo prenderemo, lo porteremo via - oppure, se necessario, faremo qualcos'altro da soli, come abbiamo fatto con l'operazione 'Midnight Hammer', ci riserviamo questa possibilità», ha affermato Hegseth, riferendosi all'operazione statunitense contro gli impianti nucleari iraniani del giugno 2025.

Il capo del Pentagono ha poi parlato di Israele definendolo un «alleato coraggioso, capace e disponibile» degli Stati Uniti, mentre «il resto del mondo e il resto dei cosiddetti alleati dovrebbero prendere appunti», vedendo «quali sono le reali capacità».

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