
Un aereo da combattimento siriano è stato abbattuto ieri dall'aviazione israeliana. Il Sukhoi 24 stava sorvolando le alture del Golan ed era entrato di 800 metri nello spazio aereo israeliano, ed aveva una rotta che pareva puntare su Israele. Come capita in questi casi, è stata subito organizzata una consultazione online a cui hanno partecipato diversi comandanti ed è stato ordinato ad una batteria Patriot di colpire il velivolo. Poco importa se in quel brevissimo lasso di tempo, meno di due minuti, esso avesse mutato rotta. I piloti sarebbero stati visti catapultarsi fuori dalla cabina.
Erano 30 anni che non accadeva un avvenimento del genere, ma secondo Israele, come dichiarato dal portavoce militare Moty Elmoz, "si è trattato per noi di un'azione difensiva. I siriani conoscono bene le nostre sensibilità in materia".
Non si sa se il premier Benyamin Netanyahu o il ministro della difesa Moshe Yaalon siano stati chiamati in causa nella fulminea decisione di abbattere l'aereo.
Nel frattempo, secondo delle stime israeliane, l'avanzata dei ribelli siriani non conosce tregua: il 95% del versante siriano del Golan è ormai nelle loro mani. La tensione nella zona è ai livelli di guardia.
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