
Il parlamento islandese ha autorizzato oggi il governo a cominciare i negoziati di adesione all'Unione europea. A favore hanno votato 33 membri del parlamento e contro 28. Il voto ha avuto luogo al termine di un dibattito maratona durato parecchi giorni e condizionato dal clima creato dalla gravissima crisi finanziaria in cui è precipitata l'Islanda negli ultimi mesi. Il voto, che ha fatto registrare anche due astensioni, permette ora all'Islanda di inoltrare una richiesta ufficiale a Bruxelles in linea con quanto aveva sempre affermato di volere fare la nuova premier Johanna Sigurdardottir. La richiesta per l'inizio del negoziato sarà recapitata dal governo di Rejkyavik a Bruxelles entro il mese e si può ragionevolmente prevedere che la trattativa durerà tra i due e i tre anni e mezzo, ha detto la Sigurdardottir. "Questo è probabilmente il più storico voto mai fatto dal parlamento islandese da quando è stata fondata la repubblica", ha commentato la Sigurdardottir in un colloquio con l'agenzia Reuters. "Spero - ha aggiunto - che si giunga ad un accordo che aiuterà a creare la necessaria stabilità economica e ad assicurare la prosperità sia alle famiglie sia al mondo degli affari". Quando i negoziati per l'adesione saranno conclusi, il governo di Reykjavik intende organizzare un referendum per sentire l'opinione della gente. Il punto più delicato del negoziato tra Islanda e Ue è la pesca con il problema delle quote. Per il resto l'Islanda, che fa già parte dello Spazio economico europeo, applica fin d'ora molti regolamenti Ue. ATS
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