
Si affida a una donna, primo capo di governo dichiaratamente gay nel mondo, l'Islanda che prova a uscire dalla devastante crisi economica che l'ha travolta negli ultimi mesi provocando il crollo della borsa, una forte svalutazione della moneta e la nazionalizzazione delle tre principali banche. Toccherà a Johanna Sigurdardottir, 66 anni, prendere in mano le redini di un Paese al collasso che esce da una settimana di fuoco iniziata lunedì con le dimissioni del premier conservatore Geir Haarde e finita oggi con la nomina a capo del governo di "Santa Johanna", soprannome che si è guadagnata sul campo del forte impegno sociale. L'ex ministro degli Affari sociali è stata posta alla guida di un governo di coalizione, formato da Verdi e Socialdemocratici, che dovrà portare l'Islanda alle elezioni anticipate previste per 25 aprile, avendo come priorità assoluta la ripresa economica. "Il governo eredita enormi difficoltà dovute al collasso bancario e sistemico e all'incremento considerevole e rapido del debito estero", hanno fatto sapere in un comunicato i membri della nuova coalizione. E mentre anche il posto del governatore della banca centrale vacilla, oggi è stato nominato un nuovo ministro delle Finanze, Steingrum Sigfussion. Inoltre, un rapporto sullo stato dell'economia nazionale sarà diffuso, entro il 15 aprile. Non sembra temere le sfide che l'aspettano, Sigurdardottir che, subito dopo essere stata ricevuta dal presidente della Repubblica, ha detto: "il nuovo governo si appoggerà su nuovi valori sociali". "Per il poco tempo che questo governo rimarrà in carica - ha aggiunto - metteremo l'accento sugli aiuti alle imprese e alle famiglie". Anche perché negli ultimi mesi la situazione è precipitata: tra fine settembre e fine ottobre 2008, il governo è stato costretto a nazionalizzare le tre principali banche del Paese, Kaupthing, Landsbanki, Glitnir. L'inflazione ha raggiunto livelli record, toccando il 14%. Nella capitale, Reykjavik, gli scaffali di molti negozi si sono svuotati e molti sono stati costretti ad acquistare pasta, olio d'oliva, riso, i generi alimentari d'importazione che hanno rischiato di scomparire dalla distribuzione al dettaglio. Ex hostess ed ex sindacalista, Sigurdardottir non è solo la prima donna a guidare l'Islanda ma è anche la prima lesbica dichiarata a diventare premier nel mondo. Le sue scelte sessuali, tuttavia, non sono mai state oggetto di discussione in Islanda. Anzi, della sua unione con la giornalista Jonina Leosdottir si parla anche sul sito ufficiale del governo islandese e il suo tasso di popolarità, stando ai sondaggi di novembre, è al 73%. In un periodo in cui la crisi economica ha provocato dure proteste di piazza e la caduta del governo, Sigurdardottir è l'unica politica islandese ad aver visto crescere i consensi rispetto allo scorso anno. Si tratterà, ora, di mantenerli. ATS
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