
In Danimarca è stato deciso di consentire alle donne musulmane di portare il velo islamico nel Folketing, il Parlamento danese, e di prendere la parola sul podio tenendo il velo. Lo ha disposto la presidenza dell'Assemblea, con un solo voto contrario, quello di Soeren Espersen rappresentante di una forza xenofoba, il Partito del Popolo Danese. L'unica condizione che viene posta per partecipare alle attività parlamentari è quella di essere riconoscibili e vestiti in modo decente. "Certo non possiamo permetterci di avere gente mascherata in circolazione - dice il vice presidente del Folketing, Svend Auken, a Berlingske Tidende - ma non possiamo negare ad un membro del Parlamento eletto legalmente di andare sul podio solo perchè quella persona porta il velo islamico". Il problema è sorto a partire dalle elezioni politiche del novembre scorso, quando nelle liste del partito rosso-verde Lista dell'Unità fu presentata fra i candidati la giovane musulmana Asmaa Abdol-Hamid che dichiarò immediatamente di voler affermare il diritto al proprio velo anche come membro del Parlamento. In realtà non venne eletta, ma il suo partito l'ha nominata supplente di un'altra parlamentare. In assenza di quest'ultima toccherebbe a lei partecipare alle discussioni e prendere la parola. Questa eventualità ha portato i rappresentanti del Partito del Popolo Danese a dichiarare che non lo avrebbero mai consentito. La leader del partito, Pia Kjaersgaad, definisce quella di oggi una "triste giornata": "La presidenza ha deciso così e naturalmente siamo costretti a riconoscerlo. Ma noi abbiamo il nostro punto di vista e lo porteremo avanti al momento giusto e in eterno". ATS
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