
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ritiene che Kobane (la città siriana curda vicina al confine) sia ormai sul punto di cadere nelle mani dei jihadisti dell'Isis e giudica necessaria un'operazione militare di terra in Siria e in Iraq. Kobane "è sul punto di cadere" nelle mani dei jihadisti, ha affermato Erdogan visitando un campo di profughi siriani a Gaziantep, nel sud della Turchia. "Il terrorismo non sarà fermato dai raid aerei e fintanto che noi non collaboreremo in vista di un'operazione di terra d'intesa con coloro che già combattono sul terreno", ha aggiunto il presidente turco sollecitando la comunità internazionale a cambiare strategia. "Sono passati mesi senza che alcun risultato sia stato ottenuto", ha insistito. Ankara pretende fra l'altro dagli Usa un impegno per la futura rimozione del presidente siriano Bashar al-Assad - e l'introduzione di una no fly zone sulla Siria - in cambio di un suo intervento diretto contro l'Isis a Kobane, che dista pochi chilometri dal confine turco, come ha ribadito ieri alla Cnn il premier Ahmet Davutoglu. Il governo turco è peraltro accusato da più parti di avere sostenuto, o quanto meno favorito, negli ultimi anni le milizie islamiche in Siria - jihadisti compresi - all'interno del fronte anti-Assad, dopo la rottura di Erdogan con il governo un tempo alleato di Damasco.
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