
Vacilla sempre più l'alibi del sospetto omicida della giovane bernese trovata strangolata un anno e mezzo fa a Galway, in Irlanda. Al quarto giorno del processo sono stati presentati ulteriori indizi a suo carico. Una chiamata sul suo cellulare lo localizzerebbe nei dintorni della zona del delitto al momento del crimine. La chiamata è stata effettuata l'8 ottobre 2007 alle 19:20, ha indicato oggi un tecnico davanti al Tribunale penale di Dublino. Ma già alle 19:00, vari SMS erano stati inviati dal suo cellulare, pure nelle vicinanze del luogo del delitto. L'alibi della serata passata in famiglia viene inoltre parzialmente smentito dagli stessi parenti del giovane irlandese. Il fratello e il cognato hanno infatti dichiarato di averlo ritrovato verso le 20:00 in centro città. Il presunto omicida aveva invece assicurato di aver avuto un appuntamento tra le 15:00 e le 16:00 con suo cognato e di aver poi trascorso il pomeriggio e la serata con lui e suo fratello. La diciassettenne bernese, a Galway per perfezionare il proprio inglese, è stata strangolata la sera dell'8 ottobre 2007, poco dopo essere partita dalla famiglia che la ospitava per andare in città e incontrare alcuni amici. Il cadavere, in parte denudato, è stato visto l'indomani da un uomo che passeggiava col cane. Il sospetto assassino, pur negando qualsiasi implicazione, martedì scorso ha ammesso per la prima volta di aver rubato il cellulare e la videocamera della giovane vittima la sera del crimine. Sempre martedì il pubblico ministero ha rivelato che nei pressi del luogo del delitto è stato trovato un preservativo con tracce del DNA dell'accusato. Quest'ultimo, negli interrogatori, aveva invece dichiarato che da anni non si era più recato sul posto dove giaceva il cadavere della ragazza. ATS
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