
WASHINGTON, 10 apr (ats/ansa) L'America non può continuare a sostenere l'attuale impegno sui fronti iracheno e afghano e il successore del presidente George W. Bush sarà costretto a ridurre le truppe. Lo sostiene l'ex segretario di Stato ed ex generale americano Colin Powell, che in interviste televisive ha analizzato la situazione irachena nel giorno in cui Bush annuncia la strategia per i prossimi mesi. "Chiunque sia presidente nel gennaio 2009 - ha detto Powell alla ABC - avrà da confrontare la realtà di una forza militare che non può continuare a sostenere l'impegno di 140.000 uomini in Iraq e 20-25.000 in Afghanistan e altrove". Powell, senza appoggiare alcun candidato, ha sostenuto una tesi che sembra andar contro alle affermazioni del candidato repubblicano John McCain, secondo il quale l'impegno americano in Iraq deve essere indefinito. Nello stesso tempo, però, l'ex segretario di Stato ha affermato che ci saranno forti limiti alla capacità di riportare le truppe a casa, come hanno promesso i candidati democratici Barack Obama e Hillary Clinton. "Nessuno avrà la flessibilità - ha detto Powell - di poter dire semplicemente 'Ce ne andiamo', spegnere la luce e partire dall'Iraq". ATS
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