
La responsabilità della sicurezza nella provincia sunnita di al-Anbar, fino a un anno fa irriducibile roccaforte di al-Qaida a nord-est di Baghdad, è stata trasmessa oggi ufficialmente dai militari americani alle autorità irachene, che segnano così un nuovo importante passo verso il pieno controllo su tutto il paese, lanciando un chiaro segnale di "normalizzazione". "È un nuovo tassello nella costruzione di un Iraq democratico", ha detto il generale Lloyd Austin capo delle forze americane della coalizione, nel corso di una cerimonia a Ramadi, capoluogo della provincia. In rappresentanza del governo iracheno era presente il consigliere per la sicurezza nazionale Moaffaq Rubei, che ha ricordato come la provincia di al-Anbar fosse fino a poco tempo fa una delle più "difficili" del paese, mentre ora è considerata, ha detto, "una delle migliori", dove si potrà presto avviare una vera "ricostruzione". Al-Anbar è l'11esima delle 18 province irachene a tornare sotto il controllo delle autorità irachene e la prima sunnita. Un risultato dovuto anche, se non soprattutto, ai cosiddetti Consigli per il risveglio (Sahwa), associazioni tribali che si battono contro il terrorismo, e in particolare contro al-Qaida, nati proprio nella provincia di al-Anbar per iniziativa di uno sheikh locale, Abdul Sattar Abu Risha. "Al Anbar non è più persa a favore di al Qaida, è al Qaida che ha perso al Anbar", ha commentato oggi il presidente Bush in un comunicato in cui esprime viva soddisfazione. Sotto la superficie restano però alcune preoccupazioni, considerato che in occasione della cerimonia per il passaggio di consegne a Ramadi è stato imposto il coprifuoco, mentre l'autostrada per la Siria e la Giordania, che attraversa la regione, è stata chiusa. ATS
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