
Torna a salire, sensibilmente, il bilancio mensile delle vittime della violenza in Iraq: ad agosto, secondo i dati di fonti ufficiali, sono state uccise 393 persone. A luglio erano state 275. Lo riferiscono fonti dei ministeri della difesa, degli interni e della sanità, aggiungendo che i feriti sono stati oltre 1.700. A far impennare il bilancio sono stati in particolare gli attentati multipli messi a segno il 19 agosto a Baghdad, quando almeno 95 persone sono morte e circa 600 altre sono rimaste ferite, in gran parte falciate dall'esplosione di due camion-bomba davanti ai ministeri degli esteri e delle finanze. Numerosi micidiali attacchi sono stati inoltre registrati nella città settentrionale di Mossul e anche in altre zone del Nord del Paese. Una nuova ondata di violenze che fa seguito al ritiro delle forze americane dai centri abitati a fine giugno, in virtù di un accordo tra Washington e Baghdad che ha segnato il primo passo del disimpegno degli Stati Uniti in Iraq, che porterà al ritiro totale dei soldati Usa entro la fine del 2011. Allo stesso tempo, le forze americane hanno avuto con sette morti il bilancio di perdite più contenuto dall'inizio della loro presenza in Iraq, nel marzo del 2003. Da allora, il totale dei soldati Usa morti in territorio iracheno è di 4336, secondo i dati del sito web indipendente icasualties.org. ATS
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