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Estero
Iraq: Tareq Aziz, condanna 7 anni per deportazione curdi
Redazione
17 anni fa

Tareq Aziz, ex vicepremier ed ex ministro degli esteri di Saddam Hussein, è stato condannato in Iraq dal Tribunale speciale a sette anni di carcere per il suo ruolo nella deportazione di popolazioni curde dalle regioni petrolifere del nord iracheno. "Per aver commesso, in combutta con altri, il crimine di evacuazione forzata nei confronti di curdi, la Corte la condanna a sette anni", ha detto il giudice Mahmmud Salih. Lo stesso Tribunale speciale iracheno (Tsi) che sta processando i gerarchi del regime baatista e che condannò a morte lo stesso Saddam, lo scorso marzo aveva già condannato Aziz a 15 anni per le sue responsabilità nell'esecuzione di 42 commercianti e uomini d'affari a Baghdad nel 1992 e dovrà quindi scontare 22 anni in carcere. Quella sentenza arrivò solo due settimane dopo l'assoluzione di Aziz dall'accusa di aver avuto un ruolo nell'uccisione e nella deportazione di sciiti nel 1999, per il quale invece fu condannato alla sua terza sentenza capitale Alì Hassan al-Majid, noto come "Ali il Chimico". Tareq Aziz, 73 anni, di religione cristiana (l'unico fra i gerarchi del regime di Saddam), si mise in luce per la sua abilità negoziale ed ebbe un ruolo importante nel procacciarsi il favore degli Stati uniti per l'invasione dell'Iran nel 1980, divenendo poi il volto più gradito dell'Iraq presso le cancellerie occidentali dopo l'invasione del Kuwait nel 1990 e la conseguente Guerra del Golfo. Ricercato con gli altri gerarchi dopo l'invasione Usa dell'Iraq, si consegnò spontaneamente alle truppe americane nell'aprile 2003. ATS

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