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Iraq: Tareq Aziz assolto, condanna a morte per Alì il Chimico
Redazione
18 anni fa

È stato assolto stamani dal Tribunale speciale iracheno (Tsi) l'ex vice primo ministro Tareq Aziz, accusato assieme ad altri sette gerarchi del deposto regime, di aver favorito l'esecuzione di 42 commercianti e uomini d'affari nel 1992 a Baghdad. Lo riferisce la tv di Stato irachena con una scritta in sovrimpressione. Oltre a Tareq Aziz, sono stati assolti tre importanti dirigenti baatisti: Ugla Abd Saqer, Ibrahim Saheb e Sayf al-Din al-Mashhadani. Gli imputati sono accusati di esser responsabili dell'uccisione nel 1999 di sciiti durante le proteste popolari scoppiate nelle regioni meridionali del Paese in seguito all'uccisione dell'allora autorità religiosa sciita Muhammad Sadeq al-Sadr. Dal 26 gennaio, Aziz è imputato anche in un altro processo assieme ad altri 15 ex dirigenti del deposto regime, tra cui due fratellastri di Saddam Hussein e lo stesso al-Majid, con l'accusa di essere responsabili dell'uccisione e deportazione di curdi sciiti iracheni all'inizio degli anni '80. Oggi ha inoltre ricevuto la sua terza condanna a morte Alì Hassan al-Majid, noto come "Alì il Chimico", riconosciuto colpevole dell'uccisione degli sciiti nel 1999. Su di lui pendono già altre due condanne a morte per il suo ruolo nell'uccisione di decine di migliaia di curdi alla fine degli anni '80 e per il suo coinvolgimento nella repressione della rivolta sciita del 1991. Assieme ad Alì il Chimico, altri due ex gerarchi iracheni sono stati condannati alla pena capitale, Mahmud al-Azza e Aziz al-Numan, mentre l'ergastolo è stato deciso per due alti funzionari del disciolto partito Baath, Latif Jasem e Muhammad Zimam, e per Abd Humud Hamid, allora primo segretario del deposto presidente Saddam Hussein. ATS

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