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Estero
Iraq: strage Natale insanguina rione cristiano di Baghdad
Redazione
13 anni fa

Corpi di donne e bambini a terra in pozze di sangue poco lontano dal sagrato di una chiesa di Baghdad: è la scena che si è presentata ai primi soccorritori giunti sul luogo di un triplice attentato dinamitardo compiuto il giorno di Natale in un rione a maggioranza cristiano nella capitale irachena e nel quale sono morte in tutto 34 persone. Nessuna sigla ha finora rivendicato il crimine, ma le modalità di esecuzione ricordano quelle dei gruppi qaedisti. E all'indomani della denuncia, rivolta da Papa Francesco nel suo primo Urbi et Orbi natalizio, circa le discriminazioni a cui sono sottoposti i cristiani in diverse aree del mondo, la stampa americana ha riferito oggi della decisione degli Stati Uniti di inviare al governo iracheno armi per contrastare "il terrorismo", in particolare quello gestito da al-Qaida. L'attacco più sanguinoso compiuto il giorno di Natale a Baghdad ha lasciato a terra senza vita 24 persone, falcidiate dall'esplosione di un'autobomba parcheggiata poco lontano dall'ingresso della chiesa di San Giovanni. Molte vittime erano fedeli che uscivano dalla messa. Altri due attacchi sono stati compiuti in contemporanea nello stesso quartiere di Dura in un mercato ortofrutticolo dove sono morte una decina di persone. Già in passato la comunità cristiana irachena, formata dalle diverse chiese ortodosse e cattoliche, era stata colpita dal terrorismo qaedista. Particolarmente sanguinoso era stato un attentato contro una chiesa compiuto nel 2010. Da gennaio a dicembre di quest'anno oltre 6500 persone sono morte nelle violenze, non accadeva dal 2008. Ma in Iraq la percentuale di cristiani vittime delle violenze di questi ultimi dieci anni - nel 2003 la caduta del regime di Saddam Hussein - è assai inferiore a quella dei civili di altre confessioni. Un punto ribadito dal vescovo ausiliare di Baghdad dei caldei, monsignor Shlemon Warduni: "L'attacco di Natale non è stato diretto contro i cristiani... Non dobbiamo mescolare le cose", ha detto. Secondo Warduni l'attentato è sì "avvenuto nel giorno di Natale, ma non perché è Natale". Intanto il New York Times ha pubblicato stamani indiscrezioni circa la decisione della Casa Bianca di rispondere positivamente alla richiesta del governo iracheno di Nuri al Maliki - vicinissimo all'Iran - di essere aiutato nella lotta "al terrorismo". L'Iran e l'Iraq sostengono il regime siriano del presidente Bashar al Assad che reprime dal 2011 la rivolta popolare trasformatasi ormai in una guerra aperta e regionale con forti connotazioni confessionali. Nella situazione di caos verificatasi nelle regioni orientali siriane confinanti con la regione occidentale irachena di al Anbar, il gruppo qaedista dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) ha trovato terreno fertile per entrare in azione. Il sostegno di Washingont al governo filo-iraniano di Baghdad si concretizza adesso - secondo il New York Times - nell'invio di missili e droni di sorveglianza in grado, come già avviene nello Yemen, di uccidere capi locali qaedisti e distruggere basi locali di gruppi armati definiti ostili.

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