
Almeno 22 morti, oltre 50 feriti, il mercato centrale in fiamme: sono ripresi oggi in tutta la loro violenza, dopo una settimana di relativa calma, i combattimenti nel grande sobborgo sciita di Sadr City, alle porte di Baghdad, fra militari americani e iracheni e i miliziani del leader estremista sciita Moqtada Sadr. Spari ed esplosioni sono stati uditi per tutto il giorno a partire dalla scorsa notte, quando i militari Usa hanno compiuto un raid aereo. Intorno alle 16:30 locali (le 14:30 svizzere) è scoppiato l'incendio al mercato di Jamila, un grande bazaar che serve gli oltre due milioni di abitanti di Sadr City, roccaforte dell'Esercito del Mahdi, la milizia di Moqtada Sadr. Dalla zona si leva un'enorme colonna di fumo, mentre elicotteri da combattimenti americani Apache sorvolano la zona. Tutti gli accessi al quartiere sciita sono stati chiusi. Si tratta della prima giornata di violenze da quando domenica scorsa Moqtada Sadr ordinò ai suoi miliziani di ritirarsi dalle strade di Sadr City, di Bassora e delle altre città sciite irachene, dove una settimana prima il premier Nuri al-maliki diede il via a un'offensiva, appoggiato dai militari Usa, contro le varie milizie sciite. Più a nord, invece, 40 studenti, tutti maschi, che rientravano all'università di Mossul a bordo di un pullman dopo un fine settimana di vacanza sono stati rapiti oggi da uomini armati ad un falso posto di blocco in un villaggio, ma sono stati liberati alcune ore dopo dalla polizia irachena in un'operazione sulla cui dinamica non è stato rivelato alcun dettaglio. ATS
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