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Estero
Iraq: raffica attentati suicidi, almeno 60 morti
Redazione
18 anni fa

L'Iraq ha vissuto oggi una giornata di fuoco come non se ne vedevano da tempo e che sembra segnalare l'inizio di una nuova offensiva da parte di al Qaida: almeno 60 morti e un centinaio di feriti sono il bilancio ancora "provvisorio" di una raffica di attentati suicidi messi a segno soprattutto nelle zone sunnite nel centro del Paese. Poche ore prima, il fantomatico Abu Omar al Baghdadi, 'emiro' dello Stato islamico in Iraq formato da gruppi terroristi sunniti sotto la guida di al Qaida, aveva esortato via Internet i suoi sostenitori a continuare la jihad, la guerra santa. L'attentato più devastante è stato compiuto nella città di Baquba, 60 km a nordest di Baghdad: un attentatore suicida ha fatto esplodere la sua autobomba tra la sede del governatorato della provincia di Diyala e il tribunale. Risultato, almeno 43 persone - tra cui 18 donne e 12 bambini - sono morte, e 80 altre sono rimaste ferite, molte delle quali in maniera critica. "E' stato l'attacco più devastante nella provincia di Diyala dal 2003", ha detto il col. Mohammed Abbas, dell'esercito iracheno, sottolineando che la zona presa di mira è tra le più protette della regione, per i suoi molti edifici governativi. E attentati letali ci sono stati anche a Baghdad, Mossul e soprattutto Baquba, capoluogo della provincia di al Anbar, dove un kamikaze ha innescato la sua cintura esplosiva in un ristorante affollato, uccidendo almeno 13 persone e ferendone altre 15. Tra le vittime, hanno precisato fonti della sicurezza, ci sono poliziotti, studenti universitari e viaggiatori che si fermano in città sulla via verso la Siria o la Giordania. La provincia di al Anbar è stata a lungo una delle più violente roccaforti di al Qaida, ma da circa un anno era relativamente tranquilla, soprattutto grazie all'azione dei Comitati popolari per il Risveglio, i cosiddetti Sahwa, formati da tribù sunnite locali che, finanziate e armate dalle forze Usa, hanno deciso di combattere contro il terrorismo. E proprio contro i Sahwa si è scagliato Abu Omar al Baghdadi nel suo messaggio audio diffuso via internet. "Ho incontrato un delegazione di capi tribù sunniti che accusano l'occupante di aver aizzato i fratelli a lottare e a uccidersi tra di loro", ha detto. Con essi al Baghdadi ha stabilito, ha detto, di esortare i sunniti a lasciare esercito, polizia e Consigli per il risveglio. In cambio, lo Stato islamico concederà loro un'amnistia. "Tutti i sunniti - ha affermato - devono stare su un unico fronte e non sostenere la croce o coloro che la proteggono". ATS

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