
Sono 350.000 i rifugiati iracheni che hanno fatto ritorno a casa dopo anni di esilio forzato da guerra e insicurezza, ma la maggior parte di loro non ha trovato né un posto dove stare né un lavoro. A denunciarlo è l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), secondo cui le famiglie che tornano nel luogo d'origine "devono far fronte a problemi non meno gravi di quelli che le hanno spinte ad andar via". Secondo il rapporto, una famiglia su tre non ha ancora un'occupazione, nonostante il programma lanciato dal ministero per i rifugiati e dall'Oim prevedesse il reinserimento dei profughi nel mondo del lavoro o un sostegno governativo per l'avviamento di piccole attività. Da quanto emerge dai dati ufficiali del ministero del lavoro, dalla caduta del regime nel 2003, tre milioni di persone si sono iscritte nel registro dei disoccupati, ma solo poco piú di 200.000 di loro ha trovato un impiego. L'Oim ha inoltre segnalato che la maggior parte dei rifugiati ha fatto ritorno a Baghdad, dove almeno la metà di loro non ha accesso all'assistenza medica, né una casa in cui stare, perché distrutta o inabitabile. Solo il 39% delle famiglie (8.500), ha ammesso il ministro Asghar al Musawi, ha ricevuto il bonus governativo promesso, il cui totale ammonta a circa 840 dollari. ATS
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