
E' lunga la lista degli attentati messi a segno oggi in Iraq, con un bilancio di oltre 20 morti e almeno 70 feriti, a pochi giorni dal ritiro delle forze americane da tutti i centri urbani del Paese previsto per la fine del mese. Al centro dell'ennesima offensiva del terrorismo c'è stata Baghdad, ma non solo: una prima bomba è esplosa in mattinata nel grande e degradato sobborgo sciita di Sadr City, nella capitale, al passaggio di un minibus. A bordo c'erano molti studenti, tre dei quali sono morti. I feriti sono stati 12. Poco più tardi, un'autobomba è stata fatta esplodere, probabilmente con un telecomando, nella zona di Sabaa Qusur, nel centrale quartiere Karrada. In questo caso le persone uccise sono state cinque i feriti 20. Quasi allo stesso tempo, un altro ordigno è esploso in un mercato popolare del quartiere Shaab, nella parte nord-orientale della città, causando tre morti e altri 30 feriti. E ancora, quattro poliziotti sono stati uccisi e altre sei persone sono state ferite dall'esplosione di un'autobomba guidata da un attentatore suicida nella zona di Abu Graib, 50 km a nord-ovest di Baghdad. Tre soldati sono poi stati uccisi dall'esplosione di un ordigno nella città settentrionale di Kanaqin, non lontano dalla città petrolifera di Kirkuk, dove sabato scorso con una autobomba è stato compiuto uno dei più micidiali attentati in Iraq dall'inizio dell'anno, costato la vita a oltre 70 persone. Proprio oggi, le forze americane hanno completato il ritiro da tutte le città della provincia sunnita di al Anbar, un tempo una delle più pericolose di tutto l'Iraq. Lo ha annunciato il vice governatore della provincia stessa, Hekmat Jassem, aggiungendo che i soldati Usa "hanno mantenuto le basi lungo la strada internazionale che collega l'Iraq a diversi Paesi confinanti, per proteggere le truppe americane che si ritireranno dalle province irachene". ATS
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