
Un mandato d'arresto è stato spiccato in Iraq contro il vice presidente Tareq al Hashemi (sunnita) nell'ambito di un'inchiesta su atti terroristici. Lo rende noto la televisione panaraba Al Jazira. La notizia del mandato d'arresto è stata diffusa mentre la televisione pubblica Al Iraqiya mandava in onda quelle che sono state presentate come 'confessioni' di alcune guardie del corpo di Hashemi arrestate negli ultimi giorni con l'accusa di avere compiuto attentati. In particolare il governo del primo ministro sciita Nuri al Maliki accusa le guardie del corpo del vice presidente, sunnita, di essere dietro ad un attentato dinamitardo davanti al Parlamento che, il 28 novembre scorso, ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre cinque. Sempre secondo il governo, l'attentato mirava ad uccidere lo stesso Maliki. Non è chiaro se Hashemi potrà effettivamente essere arrestato, perchè da ieri sera si trova nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Ieri la partenza dell'aereo con il quale si apprestava a lasciare Baghdad è stata ritardata di tre ore dalle forze di sicurezza, che hanno arrestato due sue guardie del corpo. Una decina di altre guardie del corpo erano state arrestate nei giorni precedenti. La crisi è scoppiata all'indomani del ritiro degli ultimi soldati americani dall'Iraq, che secondo diversi osservatori potrebbe portare ad un riaccendersi delle tensioni interconfessionali nel Paese. Intanto ieri Maliki ha chiesto al Parlamento di ritirare la fiducia al vice primo ministro Saleh Mutlak, che aveva attaccato il premier definendolo "un dittatore peggiore di Saddam Hussein". Sia Hashemi sia Mutlak appartengono al blocco politico Iraqiya, a maggioranza sunnita, rivale del movimento politico sciita di Maliki. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

