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Estero
Iraq: due autobombe devastano Baghdad; numero vittime sale a 132
Redazione
17 anni fa

È salito a 132 vittime, oltre a più di 500 feriti, il bilancio del duplice attentato di stamane nel centro di Baghdad, uno dei più sanguinosi di quest'anno nella capitale irachen. Secondo il governo iracheno la responsabilità dell'atto è da imputare ad al Qaida, che intende minare le elezioni politiche del gennaio prossimo. La prima autobomba è esplosa intorno alle 10:30 locali (le 8:30 in Svizzera) in via Haifa, arteria centrale dell'affollato quartiere amministrativo di Salhiye, investendo in pieno i palazzi dei ministeri della Giustizia, del Lavoro e degli Affari sociali. Dieci minuti più tardi nella stessa via, una seconda vettura imbottita di esplosivo ha seminato la morte nei pressi della sede del governatorato provinciale di Baghdad: numerose le vittime che sono rimaste intrappolate nelle loro auto investite dall'esplosione e dai calcinacci. L'onda d'urto della deflagrazione ha scaraventato alcune vetture contro le pareti della sede del governatorato. Ma è al ministero di giustizia che si registrano i danni e le perdite umane e materiali maggiori: la domenica è un normale giorno lavorativo in Iraq e al momento della prima esplosione il dicastero, la cui facciata è stata squarciata, era nel pieno della sua attività. Secondo le prime testimonianze riferite dalle agenzie di notizie irachene, via Haifa è stata "troncata in due dalle esplosioni" e "la gente in fuga dalla prima esplosione "ha trovato la morte nella seconda". A diversi ore dalle esplosioni rimane comunque ancora incerto il bilancio delle vittime. Il più grave finora era quello commesso il 19 agosto scorso a Baghdad di fronte ai ministeri degli Esteri e delle Finanze e nel quale morirono circa 100 persone. Il governo iracheno ha addossato la responsabilità dell'atto ad al Qaida e ai suoi "alleati", che intendono così minare le elezioni politiche previste per gennaio. "Non escludo che questi attentati abbiano preso di mira le elezioni. Portano l'impronta di al Qaida e dei suoi alleati che rifiutano di vedere l'Iraq ritrovare la propria stabilità", ha detto il portavoce del governo, Ali al Dabbagh. "È l'opera di un gruppo che si trova all'interno dell'Iraq e che coordina la propria azione con gruppi all'esterno", ha aggiunto. ATS

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