
Circa 5 mila persone, tra cui esponenti del Consiglio provinciale e leader tribali locali, sono scese in piazza a Mussul, nel nord dell'Iraq, per manifestare contro un eventuale prolungamento della presenza militare americana nel paese. In linea di massima, gli Stati Uniti dovranno ritirare tutti i loro effettivi entro il 31 dicembre prossimo, salvo accordi ulteriori con le autorità di Baghdad. "Che il governo non pensi nemmeno ad una eventualità del genere, gli americani in questo paese hanno combinato solo disastri", ha detto Sheikh Barzan al-Badrani, leader dell'omonimo clan. Dimostrazioni contro una possibile proroga della presenza militare Usa nei giorni scorsi si sono tenute anche a Baghdad su iniziativa del leader radicale sciita Moqtada al-Sadr. Il premier Nuri al-Maliki ha detto più volte che le forze di sicurezza irachene sono in grado di gestire la situazione e che dopo la fine del 2011 non ci sarà più bisogno di militari stranieri. Alla manifestazione di Mossul, durante la quale al governo è stato chiesto anche di intensificare la lotta alla corruzione, hanno partecipato leader tribali provenienti da altre città irachene come Ramadi, Najaf e Kirkuk. ATS
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