
Uno sciopero della fame si è nelle ultime ore trasformato in rivolta violenta nel tristemente noto carcere iracheno di Abu Ghraib, vicino a Baghdad. Secondo le testimonianze di alcuni agenti della sicurezza, sin da ieri i prigionieri, durante una protesta per le loro condizioni di vita, hanno cominciato a lanciare bottiglie di vetro e bastoni contro le guardie carcerarie, per poi avventarsi contro le porte delle celle di altri detenuti per cercare di liberarli. Alcuni di loro hanno dato fuoco ai materassi e ai mobili delle celle. Secondo fonti militari statunitensi durante i disordini sono rimaste ferite sei persone, tre agenti e tre detenuti. Fonti di polizia riferiscono che la rivolta sarebbe scoppiata quando, in seguito ad una perquisizione, le guardie hanno sequestrato un cellulare di un detenuto. "Abbiamo perso il controllo della situazione - ha raccontato Ismael Abdullah, una guardia carceraria - Quando i prigionieri si sono rivoltati abbiamo dovuto chiamare rinforzi". Poco dopo, alcuni veicoli militari e squadre di tiratori scelti hanno circondato la prigione di massima sicurezza e bloccato la vicina autostrada. Sul posto sono arrivate anche squadre di pompieri e ambulanze. Nel corso della notte la situazione sembra essere tornata sotto controllo, secondo quanto riferiscono alcune fonti, mentre la parlamentare sadrista Zaynab al-Kinani ha oggi chiesto al direttore del carcere, Sharif Murtadha, di aprire un'inchiesta su quanto accaduto: "I prigionieri sono stati picchiati e qualcuno ha sentito degli spari provenire dal carcere", ha detto la al-Kinani citata dall'agenzia Nina. Le foto degli abusi sui prigionieri di Abu Ghraib da parte dei militari americani che prima gestivano il carcere hanno fatto nel 2004 il giro del mondo. La prigione di massima sicurezza è dal febbraio scorso sotto il controllo iracheno. ATS
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