
Protetti da draconiane misure di sicurezza, milioni di pellegrini sciiti celebrano oggi in Iraq, e in particolare nella città sacra meridionale di Kerbala, la ricorrenza religiosa dell'Ashura, che ricorda il martirio nell' anno 680 di Hussein, terzo imam sciita. Le celebrazioni, iniziate dieci giorni fa, raggiungono oggi il culmine, proprio con il pellegrinaggio a Kerbala, al mausoleo di Hussein, nipote del profeta Maometto e figlio di Ali, a cui la tradizione fa risalire la nascita dello sciismo. Secondo quanto ha riferito la tv irachena, sono circa tre milioni, tra cui 60 mila stranieri, i pellegrini che si sono ammassati nelle ultime ore verso i luoghi santi della città, a circa 110 km a Sud di Baghdad. I rituali si concludono nel pomeriggio, quando i fedeli in corteo si flagellano nei cortei che raggiungono il mausoleo dell'imam Hussein. Durante gli anni del regime di Saddam Hussein le celebrazioni per l'Ashura erano vietate, ma dopo l'intervento della forza multinazionale del 2003, sono riprese con crescente vigore, nonostante i numerosi attentati che ogni anno da allora, specialmente in occasione delle celebrazioni sciite, hanno causato la morte di centinaia di persone. Per prevenire un ennesimo bagno di sangue, le autorità irachene hanno disposto quest'anno attorno alla città di Kerbala tre diversi "cerchi" di sicurezza, in cui sono stati dispiegate decine di migliaia di agenti di polizia, di soldati e di volontari. I luoghi santi sono inoltre costantemente sorvolati da elicotteri e aerei e vengono utilizzate nuove sofisticate attrezzature antiterrorismo per il rilevamento di esplosivi e armi. A Baghdad, le autorità sono arrivate a proibire alle donne, per ragioni di sicurezza, l'accesso al santuario Imam Musa al-Kazim, nel quartiere sciita di Kazimiya, già teatro nei giorni scorsi di un attentato kamikaze costato la vita ad almeno 35 persone. ATS
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