
Almeno 40 persone sono morte e oltre 100 sono rimaste ferite oggi in Iraq nella più grave serie di attentati sin da quando le truppe Usa hanno completato il loro ritiro dei centri abitati in tutto il Paese, il 30 giugno scorso. In un quartiere sciita della cittadina settentrionale di Tal Afar, ad una trentina di km dal confine con la Siria, due kamikaze hanno compiuto una strage, con una tecnica tipica di al Qaida. Secondo la dinamica riferita da fonti di polizia citate dall' agenzia Aswat al Iraq, il primo attentatore si è fatto saltare in aria uccidendo almeno cinque persone e ferendone almeno 60. Alcuni minuti dopo, quando sul posto si erano già radunate decine di persone tra soccorritori e abitanti della zona, è entrato in azione il secondo, che innescando la cintura esplosiva che aveva indosso ha causato la morte di altre 25 persone e il ferimento di 50. Altre fonti forniscono un bilancio di 34 morti e una settantina di feriti. Poco più tardi, a Baghdad, nel grande e degradato sobborgo sciita Sadr City, ancora un duplice attentato, in un mercato popolare, dove sono state fatti esplodere due ordigni, sempre a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro. Il bilancio in questo caso è di sei morti e 31 feriti, secondo quanto ha reso noto il portavoce delle operazioni di sicurezza a Baghdad, generale Qassim Atta. Sempre a Baghdad, nel centrale quartiere Karada, il governatore della banca centrale irachena Sinan al Shibibi è sfuggito ad un attentato: l'esplosione di un ordigno ha investito il convoglio di auto con cui si stava dirigendo al lavoro, causando il ferimento di due delle sue guardie del corpo. ATS
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