
La Guida suprema Ali Khamenei ha dato oggi il suo via libera all'accordo del 14 luglio sul nucleare iraniano, già approvato nei giorni scorsi dal Majlis e dal Coniglio dei Guardiani, ponendo tuttavia una serie di condizioni al governo per la sua implementazione. Condizioni che riflettono le resistenze dell'ala dura dei conservatori che si era espressa durante i negoziati e il dibattito parlamentare. Le condizioni di Khamenei, elencate in una lettera al presidente Hassan Rohani secondo la Tasnim, hanno come premessa la valutazione che l'accordo contiene "ambiguità e punti deboli strutturali", nonché elementi potenzialmente dannosi per l'Iran. Khamenei evidenzia il rischio che la controparte venga meno ai suoi impegni e che vi siano imbrogli soprattutto da parte degli Usa: da qui la necessità di un comitato che segua l'applicazione e faccia capo al Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale. Prime condizioni la revoca di tutte le sanzioni contro l'Iran, ed il categorico rigetto di nuove misure analoghe, basate su "accuse ricorrenti e fabbricate di terrorismo e violazione dei diritti umani" - riporta la Tasmin - che potrebbero Teheran a recedere dall'accordo sul nucleare. Finora Khamenei non si era ancora pronunciato nel merito dell'accordo, per il quale tuttavia aveva posto delle "linee rosse", dando contestualmente pieno sostegno a negoziatori.
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