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Iran-USA: Ahmadinejad a Obama, dialogo ma nel rispetto
Redazione
18 anni fa

punto 4 (di Alberto Zanconato, ansa)TEHERAN, 10 FEB (ats/ansa) L'Iran è pronto ad avere trattative con gli Stati Uniti, purché "nel rispetto reciproco". Lo ha detto oggi nel trentesimo anniversario della rivoluzione islamica il presidente Mahmud Ahmadinejad, poche ore dopo che il presidente Usa Barack Obama, nella sua prima conferenza stampa alla Casa Bianca, ha detto di ritenere possibile un'apertura diplomatica "nei prossimi mesi" con Teheran. Ahmadinejad ha tuttavia aggiunto che il "cambiamento" proposto da Obama "deve essere fondamentale, non tattico". Il discorso del presidente, tenuto davanti a decine di migliaia di persone sulla Piazza Azadi a Teheran, è stato comunque caratterizzato dai toni più distensivi mai usati da quando, nel 2005, ha assunto la guida del governo. Inoltre, nonostante tra la folla fossero visibili cartelli con le consuete scritte di 'Morte all'Americà e 'Morte a Israele', questi slogan non sono stati scanditi durante l'intervento di Ahmadinejad, che è stato invece solo interrotto da invocazioni di 'Allah Akbar' (Dio è grande). "Gli Usa - ha detto Ahmadinejad - dicono di volere incamminarsi sulla strada del dialogo. Ovviamente questo cambiamento deve essere fondamentale, non tattico. La nazione iraniana accoglierà con favore il dialogo ed è pronta ad avere trattative, ma in un'atmosfera di uguaglianza e nel rispetto reciproco". Ieri Obama ha detto di sperare che "nei prossimi mesi" vi siano "aperture" tali fra Usa e Iran da permettere di "sedersi ad un tavolo, faccia a faccia". La principale novità rispetto al suo predecessore, George W. Bush, è che Obama non pone come precondizione la sospensione dell'arricchimento dell'uranio da parte di Teheran. Ma anche il nuovo presidente ribadisce di volere affrontare questioni quali il sostegno dell'Iran ad organizzazioni "terroristiche" e il programma nucleare di Teheran che, dice, può "destabilizzare la regione". Da parte sua, Ahmadinejad ha avvertito gli americani che "il mondo non vuole una ripetizione dell'epoca buia di Bush", che a suo parere deve essere "processato" per diversi crimini, tra i quali "il milione di morti in Iraq" dopo l'invasione Usa. Nei toni generali, tuttavia, il discorso di oggi ha segnato un passo avanti sulla strada di una possibile distensione. Una svolta che secondo diversi osservatori a Teheran potrebbe essere gestita più facilmente proprio da un ultraconservatore come Ahmadinejad piuttosto che da un riformista come l'ex presidente Mohammad Khatami, che ha deciso di ripresentarsi candidato nelle presidenziali del giugno prossimo. Ahmadinejad ha sottolineato anche che "la minaccia permanente" di un attacco militare che ha pesato sull'Iran negli ultimi anni "é stata rimossa". Questo "grazie a Dio e alla resistenza della nazione iraniana", che hanno permesso alla Repubblica islamica di diventare "una vera superpotenza". Lo dimostrano, ha aggiunto il presidente, i progressi scientifici conseguiti, non solo in campo nucleare - argomento solo sfiorato nel discorso - ma anche in quello spaziale, con la messa in orbita il 3 febbraio scorso del primo satellite artificiale. Una copia del missile che lo ha portato nello spazio, il Safir-2 (Ambasciatore-2) faceva sfoggio di sé oggi sulla Piazza Azadi. ATS

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