
No ad un embargo petrolifero contro l'Iran, ma disponibilità ad esaminare restrizioni graduali dell'import di petrolio, insieme a nuove sanzioni nei settori dei trasporti e finanziario: è questa l'ipotesi su cui stanno lavorando i ministri degli esteri dell'Ue riuniti a Bruxelles. Per superare le divisioni tra i 27, il consiglio - riferiscono fonti - deciderà di affidare ad un gruppo di lavoro un mandato per esaminare le nuove misure di carattere economico che saranno discusse e decise alla prossima riunione. La questione dell'embargo petrolifero contro l'Iran è molto sensibile, considerato che nel 2010 l'Unione europea ha importato il 5,8% del petrolio grezzo dall'Iran, vale a dire 30,3 milioni di tonnellate. La Spagna, la Grecia e l'Italia sono i paesi dell'Ue che più beneficiano del petrolio iraniano che rappresenta rispettivamente il 14,6%, il 14% e il 13,2% delle loro importazioni petrolifere. Sulla questione "ci sono punti di vista diversi", ha riferito il ministro degli esteri britannico William Hague. "Avremo una discussione, ma non so quale sarà l'esito", ha riconosciuto. A spingere per prendere da subito misure economiche contro l'Iran sono la Gran Bretagna, la Germania e la Francia. Ma una decisione richiede l'unanimità dei 27. "Ed è vitale che nei confronti dell'Iran l'Ue proceda unita", hanno sottolineato fonti diplomatiche. ATS
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