
Il portavoce della polizia iraniana ha riferito che tre agenti sono rimasti uccisi durante scontri con un gruppo di Dervish Gonabadi, seguaci di una setta sufi risalente all'ottavo secolo e basata nella città di Gonabad, nel nordest del Paese. Il gruppo si era radunato a Teheran per protestare con il recente arresto del suo leader. Durante il raduno, la polizia ha sparato contro i dimostranti e in aria. Negli scontri, gli agenti hanno anche usato gas lacrimogeni. Secondo il generale al-Mahdi, "il gruppo ha usato un autobus per uccidere tre poliziotti". Otto persone sono state arrestate, ha aggiunto. Le tensioni tra forze dell'ordine ed i sufi Dervish Gonabadi, che per gli attivisti dei diritti umani sono perseguitati in Iran, sono salite nelle ultime settimane per una serie di arresti dei loro membri cominciata con le proteste di fine e inizio anno diffuse in molte città iraniane. I seguaci della setta che stasera manifestavano in viale Pasdaran a nord di Teheran, e di cui sono stati diffusi vari video sui social media, chiedevano la liberazione di Nematollah Riahi, un anziano leader del gruppo arrestato nei giorni scorsi. Il 4 febbraio le forze dell'ordine non erano invece riuscite ad arrestare il loro maestro Noor Ali Tabandeh, perché centinaia di persone - come riferisce il sito Iran Wire - si erano raccolte per ore intorno alla sua abitazione per impedirlo. Tabaneh ha difeso come avvocato molte figure dell'opposizione sia all'epoca dello scià che dopo la rivoluzione islamica. La Repubblica islamica, scrive sul suo sito il Center for Human Rights in Iran basato a New York, vede ogni fede alternativa allo sciismo dominante, specialmente quelle che fanno proselitismo, come una minaccia, e gli ultimi arresti "sono parte di una costante campagna persecutoria".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

