
Donald Trump non certificherà il rispetto da parte dell'Iran dell'accordo internazionale sul nucleare: lo ha anticipato il segretario di Stato Rex Tillerson, prima dell'intervento del presidente americano, in un briefing. La "decertificazione" dell'accordo nucleare sull'Iran non significa che gli Usa si ritirano dall'intesa adesso, ha sottolineato Tillerson, indicando anche che Trump firmerà un ordine esecutivo contro le guardie della rivoluzione iraniane (Pasdaran), sollecitando sanzioni. Dopo la de-certificazione dell'accordo sul nucleare iraniano il Congresso ha tre possibilità, ha detto Tillerson. La prima è non fare nulla, la seconda reintrodurre le sanzioni (che Trump non chiederà), la terza, quella caldeggiata dal tycoon, è emendare la legge Usa sulla certificazione eliminando la scadenza periodica dei 90 giorni per il presidente e inserire dei 'trigger point', una sorta di linee rosse oltre le quali le sanzioni scattano in modo automatico. Tra i 'trigger point' da non superare, Tillerson ha evocato la prosecuzione del programma missilistico balistico e il rifiuto di estendere la durata dei vincoli sulla produzione di combustibile nucleare. Secondo il Nyt, le sanzioni potrebbero scattare automaticamente anche con la conclusione dell'intelligence Usa che Teheran potrebbe produrre armi nucleari in meno di un anno. "È un'opportunità per il Congresso di esprimersi", ha aggiunto.
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