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Estero
Iran: scontri a Teheran, fedelissimo di Khamenei attacca Khatami
Redazione
17 anni fa

Le forze di sicurezza iraniane hanno attaccato oggi una manifestazione di centinaia di oppositori nel centro di Teheran. Lo hanno detto testimoni, secondo i quali "decine" di dimostranti sono stati arrestati. Le stesse fonti, citate dall'agenzia Reuters, hanno detto che i partecipanti al raduno, sulla Piazza Haft-e-Tir, gridavano slogan contro il presidente Mahmud Ahmadinejad, chiedendo le sue dimissioni, quando sono stati attaccati da polizia e miliziani in borghese. Poco prima, il capo della polizia, Esmail Ahmadi-Moqaddam, aveva accusato l'opposizione di diffondere "la sedizione" nel Paese e aveva avvertito che le forze dell'ordine avrebbero "agito con fermezza" per impedire nuove manifestazioni contro il risultato delle presidenziali, che ha visto rieletto Ahmadinejad. "Alcuni che hanno fallito i loro scopi nelle elezioni - ha detto Ahmadi-Moqaddam - stanno creando dubbi in diversi modi e poi trasformano questi dubbi in sedizione". Il monito ha fatto seguito ad un discorso tenuto venerdì come guida della preghiera a Teheran dall'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, il più potente rivale di Ahmadinejad, che ha gettato dubbi sul risultato delle elezioni, denunciando che il Paese si trova in "una crisi". Dopo il sermone, seguito da decine di migliaia di persone, vi erano stati scontri fra dimostranti e forze di sicurezza nelle strade della capitale. Ieri, inoltre, l'Associazione del clero combattente, un'organizzazione di religiosi alla quale appartiene l'ex presidente riformista Mohammad Khatami, ha chiesto un referendum sulla legittimità della rielezione di Ahmadinejad. Sempre ieri la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, che ha legittimato la rielezione di Ahmadinejad, ha avvertito tutte le autorità del Paese che devono "fare attenzione a come parlano". Fedelissimo di Khamenei attacca Khatami Oggi a Khatami ha risposto anche il direttore dell'importante quotidiano conservatore "Keyhan", Hossein Shariatmadari, considerato molto vicino a Khamenei. "Khatami e i suoi amici - ha scritto Shariatmadari in un editoriale - parlano di referendum mentre loro stessi non credono nelle procedure legali, come hanno dimostrato nelle recenti elezioni. Quello che vogliono è solo mettere in scena il copione preparato dall'Occidente per seminare discordia". Inoltre, secondo il direttore di "Keyhan", i risultati sarebbero ancor più favorevoli ad Ahmadinejad e si tramuterebbero "in una tempesta che distruggerebbe questa nuova forma di ipocrisia". In tal modo Shariatmadari equipara i riformisti ai Mujaheddin del Popolo, organizzazione armata che persegue l'abbattimento della Repubblica islamica, chiamati nella retorica del regime 'Monafeqin', 'ipocriti' appunto. Non si calma intanto la polemica creatasi sulla nomina da parte di Ahmadinejad a primo vice presidente di Esfandiar Rahim-Mashai, preso di mira dagli stessi fondamentalisti sostenitori del presidente per avere detto lo scorso anno che l'Iran può essere "amico del popolo israeliano". Rahim-Mashai ha smentito una notizia data dalla televisione iraniana in inglese PressTv, secondo la quale aveva deciso di rinunciare all'incarico. Ma oggi il vice presidente del Parlamento, Mohammad-Hassan Abutorabi-Fard, ha invitato Ahmadinejad a decidere "senza il minimo ritardo la rimozione" del primo vice presidente designato. ATS

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