
Un appello all'unità tra "governo, parlamento, giustizia e esercito" per tutelare gli "interessi nazionali" contro un "piccolo gruppo che grida slogan illegali, insulta la religione e i valori della rivoluzione islamica". A lanciarlo è stato il presidente iraniano Hassan Rohani, incontrando un gruppo di parlamentari, mentre il paese è scosso dalle proteste. "Ora - ha detto - dobbiamo concentrarci sull'importanza del sistema, della rivoluzione, degli interessi nazionali, della sicurezza e della stabilità della regione". "Non voglio parlare delle ragioni dei disordini - ha proseguito Rohani - ma qualunque protesta deve essere fatta nel rispetto della legge e senza provocare nessuno". In ogni caso la nazione si deve unire contro questo "piccolo gruppo". La situazione dell'economia iraniana, ha proseguito il presidente, "è migliore rispetto al livello medio mondiale e la crescita economica del paese si è attestata al 6% nella prima metà dell'anno iraniano, ma ciò non significa che tutti i problemi siano stati risolti. Per far ciò ci vuole tempo". Rohani ha poi ricordato che il governo ha creato 700.000 posti di lavoro, ma, ha aggiunto, "accettiamo le critiche contro l'attuale alto tasso di disoccupazione".
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