
I risultati delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno che hanno dato la vittoria a Mahmud Ahmadinejad sono poco verosimili se si tiene conto delle tendenze registrate nelle precedenti consultazioni. È quanto afferma uno studio effettuato da Chatham House, un autorevole istituto indipendente con sede a Londra. Secondo gli analisti dell'istituto, Ahmadinejad non avrebbe mai potuto ottenere un consenso di oltre l'85% dei suffragi senza una clamorosa inversione di rotta dei collegi rurali e tra gli elettori tradizionalmente riformisti. Per arrivare a dove è arrivato, secondo lo studio, il presidente sarebbe stato votato anche dal 47,5% di quanti, nel 2005, avevano scelto il candidato riformatore. "Questo, al di là di ogni altro dato, è altamente inverosimile", si legge nel rapporto. ATS
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