
Il portavoce del ministero degli esteri iraniano ha detto che sono stati rilasciati "cinque dei nove" iraniani dipendenti dell'ambasciata britannica che erano stati arrestati ieri. Egli ha inoltre assicurato che Teheran non intende chiudere nessuna ambasciata. L'Iran "non ha in programma la riduzione del livello delle relazioni diplomatiche con alcun Paese, e quindi nemmeno con la Gran Bretagna", ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi. Il 24 giugno il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, aveva detto che era "allo studio la possibilità " di una riduzione del livello delle rispettive rappresentanze, da ambasciatore ad incaricato d'affari. Qashqavi ha inoltre rivelato che il ministro degli Esteri britannico David Miliband e quello iraniano Manuchehr Mottaki hanno avuto una conversazione telefonica, dopo l'arresto dei dipendenti dell'ambasciata. Miliband avrebbe anche inviato a Mottaki una lettera. Intanto la televisione di stato al Alam ha annunciato che in 22 distretti elettorali di Teheran e in altre province dell'Iran è cominciato un nuovo spoglio su un campione casuale del 10% delle schede delle controverse elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, che sarebbero state vinte dal presidente uscente Mahmud Ahmadinejad. "Il Consiglio dei Guardiani ha cominciato il conteggio del 10% delle urne", ha detto la tv di stato. Il nuovo spoglio parziale dovrebbe concludersi nel pomeriggio di oggi ed il risultato dovrebbe essere reso noto entro 24 ore. Dei tre candidati che contestano il risultato elettorale, Mir Hossein Mussavi ha rifiutato di dare legittimità al nuovo conteggio ed ha continuato a chiedere una nuova votazione; Mehdi Karrubi ha giudicato insufficiente il riconteggio parziale; Mohsen Rezai si era detto pronto a partecipare al nuovo spoglio a patto che fossero presenti i primi due. ATS
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