
Non saranno annullate le elezioni presidenziali del 12 giugno in Iran, che hanno visto rieletto il presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo ha fatto sapere oggi il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità del voto, mentre il Parlamento ha fissato tra il 26 luglio e il 19 agosto il periodo nel quale il presidente dovrà giurare per assumere la carica. Il vice capo della magistratura, Ebrahim Raisi, ha intanto annunciato oggi che le centinaia di arrestati nelle proteste a Teheran riceveranno condanne talmente severe da "dare una lezione" a tutta la popolazione. "L'intera nazione deve fare attenzione a quello che dice" e i giornalisti "a quello che scrivono", ha ammonito Raisi, affermando che deve essere rispettata la volontà espressa venerdì scorso nella preghiera collettiva dalla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, secondo il quale le proteste di piazza contro i risultati delle elezioni devono finire. Rimane tesa la situazione dei rapporti fra l'Iran e la Gran Bretagna, accusata da Teheran di avere ordito un complotto contro le elezioni. Ma la notizia data stamane da un deputato iraniano secondo il quale l'Iran aveva richiamato per consultazioni il suo ambasciatore a Londra, è stata smentita dal ministero degli Esteri di Teheran. Alcune organizzazioni di studenti fondamentalisti hanno inoltre revocato una manifestazione ostile che era stata convocata per oggi di fronte all'ambasciata britannica a Teheran, dopo che il ministero dell'Interno aveva fatto sapere che il raduno non era autorizzato. Nonostante il divieto delle manifestazioni, l'ex candidato riformista Mehdi Karrubi ha chiesto agli oppositori di commemorare con speciali cerimonie giovedì gli uccisi nelle proteste: almeno 17 secondo il bilancio ufficiale. ATS
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