
La sezione 33 della Corte suprema iraniana ha di fatto respinto la richiesta di revisione della condanna a morte del ricercatore Ahmadreza Djalali, già collaboratore dell'Università del Piemonte Orientale, arrestato in Iran nel 2016 e accusato di spionaggio. Lo riferisce l'organizzazione Nessuno Tocchi Caino, che con la Federazione Italiana Diritti Umani (Fidu), Ensemble Contre la Peine de Morte e Iran Human Rights, ha inviato una nuova lettera all'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini in cui si chiede che, riferisce una nota, il Servizio Europeo di Azione Esterna usi "tutti gli strumenti di pressione di cui dispone per indurre l'Iran a rispettare il diritto del dott. Djalali di difendersi", e "sia immediatamente annullata la sua condanna a morte". "Valuteremo quali altre iniziative intraprendere", ha detto Elisabetta Zamparutti di Nessuno Tocchi Caino, aggiungendo che "di fronte alle drammatiche notizie, continua il silenzio dell'Europa e dell'Alto Rappresentante Federica Mogherini".
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