
Un importante esponente dei riformatori iraniani,l'ex vicepresidente Mohammad Ali Abtahi, che figura tra gli imputati nel processo in corso per gli incidenti avvenuti dopo le elezioni, ha detto che nella consultazione elettorale del 12 giugno non ci sono stati frodi. Lo riferisce l'agenzia Fars. "Dico a tutti i miei amici e a tutti gli amici che ci ascoltano che la questione delle frodi in Iran (alle elezioni) è una menzogna che è uscita per provocare disordini in modo che l'Iran diventi come l'Afghanistan e l'Iraq", ha detto in tribunale Abtahi, vicepresidente durante il mandato del presidente riformatore Mohammad Khatami (1998-2005). Secondo la Fars, oltre ad Abtahi, anche un altro ex vicepresidente, Mohsen Safai-Farahani, l'ex ministro dell'industria Behzad Nabavi e l'ex ministro dell'interno Mostafa Tajzadeh "hanno confessato che le loro affermazioni su brogli nelle elezioni non avevano fondamento". E' la prima volta dalla rivoluzione islamica del 1979 che decine di alti funzionari, ex deputati e ministri, sono messi sotto processo in Iran. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

