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Estero
Iran: Pasdaran, c'e' un complotto, noi siamo con Khamenei
Redazione
17 anni fa

Quello in atto in Iran è "un complotto contro la rivoluzione" e i Pasdaran sono pronti ad "affrontare con metodi rivoluzionari i rivoltosi e chi viola la legge". Un monito senza equivoci quello diffuso oggi dai Guardiani della rivoluzione, che non solo conferma la linea del pugno di ferro contro i manifestanti, ma indica anche una presa di posizione precisa nel confronto in atto all'interno dell' establishment. Intanto si inasprisce sempre di più la polemica con i Paesi europei, accusati da Teheran di avere interferito con le loro dichiarazioni o, nel caso della Gran Bretagna, con un vero e proprio "complotto". E oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qahqavi, non ha escluso che gli ambasciatori di alcuni Paesi europei possano essere espulsi. "Quella dell'ayatollah Ali Khamenei è l'ultima parola", hanno sottolineato nel loro comunicato i Pasdaran. Con lui, dunque, e con il presidente Mahmud Ahmadinejad, la cui elezione é stata riconosciuta dalla Guida suprema, starà il corpo d'elite delle forze armate iraniane. Al loro interno, sembrano voler dire i Pasdaran, non ci saranno spaccature, come quella che sul piano politico vede oggi il risultato delle elezioni contestato dall'ex primo ministro Mir Hossein Mussavi, candidato moderato alla consultazione, e dall'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. Quest'ultimo presiede fra l'altro l'Assemblea degli Esperti, che elegge, consiglia e, in casi estremi, può deporre la Guida suprema. E lo stesso Rafsanjani non ha partecipato venerdì alla preghiera collettiva a Teheran, quando Khamenei ha affermato che le proteste contro la rielezione di Ahmadinejad devono finire. Da due giorni, del resto, sono scomparse dalle strade della capitale le manifestazioni di massa, dopo un primo assaggio della repressione da parte delle forze di sicurezza, che sabato ha portato a una battaglia con almeno dieci morti, cento feriti e 457 arresti. Ieri 200 manifestanti che si erano riuniti davanti alla sede dell'Onu sono stati dispersi da una carica delle forze anti-sommossa, e oggi altrettanto è avvenuto ad un migliaio che cercavano di dare vita ad una veglia funebre sulla grande Piazza Haft-e-Tir, nel centro di Teheran, per commemorare i morti di due giorni fa, fra i quali Neda, la ragazza uccisa da un colpo d'arma da fuoco, la cui immagine è diventata ormai in tutto il mondo il simbolo dei manifestanti. Oggi il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità delle elezioni, ha fatto capire che lo studio dei ricorsi presentati contro il voto, i cui risultati saranno annunciati mercoledì, non porterà all'annullamento della consultazione. Il portavoce, Abbas Ali Katkhodai, ha detto che effettivamente in 50 distretti, su un totale di 366, sono risultati esserci più voti degli elettori aventi diritto. Ma ha aggiunto che ciò non fa pensare a "irregolarità importanti", anche perché in Iran ogni elettore può recarsi a votare in città diverse dalla sua. Intanto Mussavi, che ieri aveva insistito sul diritto della gente a manifestare, nonostante i divieti, potrebbe essere messo sotto inchiesta penale per avere istigato "proteste illegali". A sostenerlo è stato Ali Shahrokhi, presidente della commissione giustizia del Parlamento. Anche sul fronte dei rapporti con l'Occidente l'Iran inasprisce la sua posizione. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha detto che oggi il ministro Mottaki era impegnato in una riunione straordinaria con la commissione Affari esteri del Parlamento, alla quale ha presentato una serie di documenti che proverebbero "interferenze prima, durante e dopo le elezioni" da parte di alcuni Paesi europei. Tali interferenze sarebbero avvenute attraverso "tre canali: quello politico, quello dell'Intelligence e della sicurezza e quello dei media". La risposta potrebbe dunque essere molto dura. L'agenzia Fars, vicina al governo di Ahmadinejad, scrive tra l'altro che negli scontri di sabato sono state arrestate "cinque spie europee, due tedesche, due francesi e una britannica". Mentre per domani le or

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