
Gli Stati Uniti si consulteranno nelle prossime stetimane con Russia e Cina sul dossier Iran. "Nessuna opzione è esclusa ma la via privilegiata è e sarà la diplomazia". Lo afferma il presidente Barack Obama nella conferenza stampa di chiusura dei lavori dell'Apec (Asia-Pacific economic cooperation), alle Hawaii, dopo aver incontrato gli omologhi russo Dmitri Medvedev e cinse Hu Jintao. "C'è un ampio consenso contro il programma nucleare dell'Iran, che pone rischi non solo per la regione ma per gli Stati Uniti". Teheran - evidenzia Obama - dovrebbe rispettare gli obblighi internazionali. "Il mondo è unito e l'Iran è isolato e le sanzioni imposte stanno avendo un enorme effetto": gli Stati Uniti ne stanno valutando altre. Né Medvedev né Hu hanno espresso il proprio appoggio a eventuali ulteriori sanzioni ma sembrerebbero - secondo quanto riportato dalla stampa Usa - pronte a far cadere la loro opposizione in materia. Nella conferenza stampa, Obama si sofferma anche sulla pace in Medio Oriente, che può essere raggiunta solo se i palestinesi e gli israeliani tornano a sedersi e negoziare. A chi gli chiedeva conferma delle indiscrezioni sul colloquio privato avuto con il presidente Nicolas Sarkozy al G20 di Cannes, Obama risponde: "Non parlo delle conversazioni private che ho con i leader. Ma in quell'occasione ho espresso a Sarkozy il mio profondo disappunto per il voto favorevole della Francia all'adesione della Palestina all'Unesco. Sono stato franco e chiaro". Gli Stati Uniti hanno sospeso i finanziamenti all'Unesco in seguito al riconoscimento della Palestina. Obama non replica alle accuse che gli sono state mosse dai candidati repubblicani alla Casa Bianca nell'ultimo dibattito. Si limita solo a rispondere in modo chiaro sul waterboarding, che secondo alcuni candidtai andrebbe reintrodotto. "È una tortura, è contrario alla tradizione americana, ai nostri ideali. Non è quello che siamo né operiamo. Non ne abbiamo bisogno, abbiamo fatto bene ad abolirlo". ATS
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