
Sfidando i moniti della Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, e dei Pasdaran, decine di migliaia di oppositori sono tornati oggi in piazza in Iran. Ma sono stati attaccati dalle forze di sicurezza e da miliziani fedeli al presidente Mahmud Ahmadinejad che sono arrivati ad aggredire l'ex presidente riformista Mohammad Khatami e l'ex candidato moderato alle presidenziali Mir Hossein Mussavi. Da parte sua, in Ahmadinejad è tornato a scagliarsi contro Israele, affermando che l'Olocausto è stato "un pretesto" per fondare lo Stato ebraico e ha predetto che "il regime sionista é arrivato alla fine" dei suoi giorni. Quella di oggi è stata la prima manifestazione dell'opposizione dopo oltre un mese e mezzo. Cioé dopo il 30 luglio, quando si tenne la commemorazione per il quarantesimo giorno dall'uccisione di diversi manifestanti, compresa Neda Aqa-Soltan, diventata simbolo della protesta dopo che il video della sua morte aveva fatto il giro del mondo su Internet. Mussavi, Khatami e l'ex candidato riformista Mehdi Karrubi avevano chiamato i loro sostenitori a partecipare oggi in massa ai raduni promossi come ogni anno per la 'Giornata di Qods' (Gerusalemme), nell'ultimo venerdì del mese di Ramadan, a sostegno del popolo palestinese. L'appello è stato accolto e decine di migliaia di oppositori, hanno riferito testimoni, hanno scandito slogan a sostegno di Mussavi, sfoggiando braccialetti verdi, il colore dell'ex candidato che contesta la rielezione di Ahmadinejad ritenendola frutto di brogli. Ma, polizia e miliziani islamici hanno attaccato i manifestanti. Alcuni testimoni hanno riferito di almeno una decina di arresti e di alcuni feriti. Secondo il sito Parleman.news l'ex presidente Khatami è stato aggredito fisicamente da alcuni ultraconservatori, che hanno fatto cadere a terra il suo turbante di religioso sciita, ma non vi sono state per lui ulteriori conseguenze grazie all'intervento dei suoi sostenitori. Mussavi invece, secondo l'agenzia Irna, ha dovuto allontanarsi dopo che l'auto sulla quale si trovava era stata attaccata da fedelissimi di Ahmadinejad. ATS
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