
L'Iran non esclude di espellere ambasciatori di Paesi europei per presunte "interferenze" e per i loro commenti sulle proteste seguite alle elezioni presidenziali. Lo ha fatto capire oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, rispondendo durante una conferenza stampa ad una domanda sulla possibilità di provvedimenti di questo genere. "La questione viene ora discussa in Parlamento e non ne posso parlare prima che venga presa una decisione", ha detto Qashqavi, citato dall'agenzia Fars, sottolineando che in quel momento il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki partecipava ad una riunione straordinaria della commissione parlamentare Affari esteri e sicurezza nazionale. Qashqavi ha aggiunto che Mottaki, con i suoi viceministri, ha presentato alla riunione con la commissione parlamentare una serie di documenti che proverebbero "interferenze prima, durante e dopo le elezioni" da parte di alcuni Paesi europei. Tali interferenze sarebbero avvenute attraverso "tre canali: quello politico, quello dell'Intelligence e della sicurezza e quello dei media". Ieri Mottaki, davanti al corpo diplomatico accreditato a Teheran, aveva accusato la Gran Bretagna di avere organizzato un complotto contro le elezioni presidenziali in Iran "fin da due anni fa". ATS
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